Comprendere e saper guardare il rancore di chi si sente escluso potrebbe servire per costruire un’umanità che non prometta l’esclusiva ma l’accoglienza, che non ci seduca col potere ma ci rassicuri con l’equità, che non ci ecciti con l’euforia ma ci faccia sentire amati e in serenità.
Attualità
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Cosa non abbiamo ancora capito dei femminicidi
Perché è ancora così difficile accettare il termine femminicidio? Si tratta di un fenomeno complesso, differente dalla mera uccisione di una donna. E le cui caratteristiche vanno comprese sia dal punto di vista della cultura di appartenenze che all’interno della relazione in cui si consuma.
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Il limite non è più una virtù. E questo è un problema
L’individualismo che caratterizza la nostra epoca sembra aspirare a una libertà assoluta, sia di azione che di parola, ignorando che la vera libertà si esercita nel rispetto della libertà altrui. Contiene pertanto in sé quel limite che rende possibile la vita civile in una società di ugualmente liberi.
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Fa più una sera a teatro che un manuale di psicologia
«La reginetta di Leenane», dramma teatrale di Martin McDonagh, in programmazione al Teatro Parenti per la regia di Raphael Tobia Vogel, mette in scena dinamiche che invitano all’analisi psicologica.
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L’omicidio come risorsa: quando la cronaca ci costringe a guardarci allo specchio
Per comprendere chi uccide, dobbiamo prima capire cosa ci trattiene dal farlo, guardando dentro le nostre pulsioni, tra sovrastrutture civili e contenimento
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Perché dobbiamo ringraziare Donald Trump
L’irrompere del nuovo presidente degli Stati Uniti sulla scena politica mondiale ha sconvolto gli equilibri. Ma ha avuto anche effetti del tutto inattesi e sorprendenti in ognuno di noi.
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Trump sul lettino: cosa c’entra Kohut?
Il filosofo fu il primo a scorgere nel narcisismo la solitudine, la fragilità di chi deve essere visto, di chi ha bisogno di scandalizzare, di scuotere, di insultare, fino allo scandalo. Per sentire di esistere.
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Trump sul lettino: un’ipotesi kleiniana
Dalla Groenlandia ai dazi: quando il potere incontra le angosce primitive. Un viaggio immaginario, ma non troppo, nel mondo interno di un leader che ha paura del vuoto.
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La casa spezzata e il filo che non cede: la tavola imbandita tra le macerie
Nell’immagine di un pasto collettivo consumato a Gaza, il tentativo di risignificare il tempo e i luoghi, restituendo un senso di continuità e comunità.


























