Medico, psichiatra e psicoterapeuta con una lunga esperienza nella salute mentale, nelle dipendenze patologiche e nella gestione del disagio psichico in contesti complessi e ad alta vulnerabilità. Nata a Milano nel 1943, si laurea in Scienze Biologiche e in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Pavia, specializzandosi in Psichiatria e perfezionandosi in Bioetica. Iscritta all’Albo dei Medici e degli Psicoterapeuti di Milano, ha ricoperto ruoli apicali nel sistema sanitario pubblico, tra cui Primario del Servizio per le Tossicodipendenze (Ser.T.) della ASL Città di Milano e dirigente dell’Unità Operativa “Carceri”, con responsabilità sulla Casa Circondariale di San Vittore e sull’Istituto Penale Beccaria. In questi ambiti ha sviluppato una competenza specifica nella psichiatria penitenziaria, nel trattamento delle dipendenze e nella presa in carico del disagio psichico in condizioni di marginalità sociale. Ha partecipato a commissioni di studio della Regione Lombardia, svolto attività di docenza e formazione in ambito sanitario ed è stata giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, contribuendo alla valutazione del disagio adolescenziale e delle dinamiche familiari complesse. Accanto all’attività clinica, ha sviluppato una rilevante produzione scientifica con numerose pubblicazioni su psicopatologia, adolescenza, prevenzione del suicidio, abuso di sostanze, HIV e assistenza domiciliare. Tra i suoi contributi più significativi si distingue la curatela del volume Il primo colloquio con l’adolescente, testo di riferimento nella psicoterapia dell’adolescenza che affronta, a partire da esperienze cliniche in diversi contesti istituzionali, la complessità del primo incontro con il giovane paziente e la sua famiglia. Il libro, ancora oggi attuale, anticipa temi centrali della clinica contemporanea, sottolineando la specificità dell’intervento psicologico in adolescenza e la necessità di strumenti teorici e operativi adeguati alla gestione della crisi evolutiva. Il suo lavoro si distingue per l’integrazione tra dimensione clinica, sociale ed etica, con una particolare attenzione alla comunicazione della diagnosi, alla qualità della vita e ai contesti di maggiore fragilità, rappresentando un punto di riferimento nella psichiatria italiana per l’approccio ai contesti istituzionali e alla complessità del disagio psichico.