Nella nostra società in cui prevale l’azione, il “fare”, vale la pena riconsiderare il significato dell’essere per capire realmente chi siamo
Psiche
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L’anestesia dell’anima: perché abbiamo trasformato il dolore in diagnosi
Dall'abuso del termine “trauma” alla proliferazione di nuove fobie e acronimi scientifici: perché la società moderna cerca un anestetico chimico per fuggire dalla frustrazione e dalle emozioni naturali della vita.
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Ansia da etichetta: quando ogni bambino diventa un caso clinico
La nostra società sembra animata da un “furor curandi” che trasforma ogni comportamento anomalo di bambini e adolescenti in un sintomo di competenza dello specialista della psiche. Questa tendenza alla delega non spinge genitori e educatori allo sforzo di comprendere né aiuta i giovani soggetti a prendere maggiore consapevolezza di sé.
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La sindrome di Elio: l’accidia come rifugio e rinuncia alla vita
L’accidia è quella totale indifferenza verso le cose importanti, sia spirituali sia umane, che arriva a segnare un disagio importante, un profondo malessere esistenziale, ma che riguarda anche la nostra società e, in qualche modo, ognuno di noi.
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Dal voto al caso: la tentazione magica che mina la nostra democrazia
Dopo aver perso fiducia nella logica e nella politica, ci rimettiamo alla benevolenza della fortuna. Riflessione amara su una riforma che trasforma la giustizia in una lotteria, segnando la fine della responsabilità umana di fronte alle storture del reale.
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Da dove viene quest’ira?
Che cosa scatena l’ira? Quale offesa soprattutto ferisce? Il mancato riconoscimento dell’identità di una persona, la svalutazione del suo essere. L’ira è allora richiesta di considerazione e pretesa di risarcimento.
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La nostalgia del padre forte nella politica di oggi
Tra crisi del patriarcato e ritorno degli uomini forti al potere: perché cresce il bisogno di una figura paterna nella società.
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Il valore (ancora sottostimato) della menopausa
Serve un cambio di narrazione per parlare di una fase delicata e complessa della vita della donna. Una fase che dà e non solo toglie, ma che l’antica (e ancora attuale) identificazione del valore della donna con la sua fertilità rende difficile vivere.
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Orecchio che non sente, cuore che non duole
Sembra sia andata perduta la pazienza di ascoltare. Nel dibattito pubblico il confronto dialettico si trasforma in rissa verbale, in ambito familiare il dialogo intergenerazionale si fa sempre più difficile, anche a causa della tendenza alla velocizzazione del linguaggio giovanile, che impedisce di fermarsi a riflettere sui significati. Il difetto di ascolto arriva a coinvolgere anche la classe medica, mentre l’attenzione alle parole del paziente è condizione indispensabile per stabilire una relazione terapeutica efficace.























