In un’epoca dominata dall’iper-informazione e dall’IA, l’avventura e il racconto rischiano di scomparire. Eppure, proprio nella capacità di narrarsi e di accettare l'imprevisto — anche all’interno di un percorso terapeutico — si cela la chiave per riattivare la vita e la libertà creativa.
Psiche
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La saggezza di saper raccontarsi storie
Incontrare la fluidità della vita attraverso un amico fuori dagli schemi: una riflessione sulla psicologia del cambiamento, sul superamento del giudizio e sulla profonda saggezza di chi sceglie di abitare la leggerezza, trasformando le difficoltà in storie di resilienza.
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Se la prendono con la spia della benzina: perché i nostri sintomi ci dicono che stiamo sbagliando strada
Dal panico alla tendenza a colpevolizzare gli altri: una riflessione ironica e profonda su come la mente si difende dal malessere, per comprendere che il sintomo non è il nemico da abbattere, ma una preziosa spia che ci invita a cambiare rotta.
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Elogio dell’esaurimento nervoso: quando la stanchezza non era una malattia
Dalle antiche categorie del “male di vivere” alla moderna frammentazione in infiniti disturbi: come l’eccesso di diagnosi sta trasformando gli inciampi naturali della vita in etichette cliniche, rubandoci la capacità di reagire.
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La vana ricerca del “neurotipico”: se l’etichetta sostituisce l’autoanalisi
Dall’incontro con una giovane paziente all’abuso dei termini clinici sui social media: una riflessione sul rischio di usare le definizioni scientifiche come scudi identitari, finendo per banalizzare la complessità e l’unicità di ogni singolo individuo.
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L’ostacolo al benessere: perché abbiamo paura di non soffrire più
Dalla satira di Cornacchione alla metafora del “Sole Nero” di Julia Kristeva: un’analisi sul perché spesso preferiamo restare ancorati a una sofferenza nota piuttosto che affrontare l’ignoto di una nuova identità felice.
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Il libro già letto: quando la nostra “pre-occupazione” soffoca il desiderio dell’altro
Quando l’esperienza arriva già “scritta”, rischia di perdere la sua forza trasformativa: la mediazione del racconto altrui può, da una parte, offrire protezione e orientamento, ma dall’altra ridurre progressivamente lo spazio per sorprendersi e desiderare. Tra protezione e controllo, si gioca la possibilità di lasciare spazio a qualcosa di vivo.
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Perché abbiamo smesso di chiederci chi siamo
Nella nostra società in cui prevale l’azione, il “fare”, vale la pena riconsiderare il significato dell’essere per capire realmente chi siamo
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L’anestesia dell’anima: perché abbiamo trasformato il dolore in diagnosi
Dall'abuso del termine “trauma” alla proliferazione di nuove fobie e acronimi scientifici: perché la società moderna cerca un anestetico chimico per fuggire dalla frustrazione e dalle emozioni naturali della vita.


























