Attualità

Il nostro Paese ha bisogno di matti

L’elogio dell’ostinazione e l’importanza di narrare storie: su questi temi si è concentrato Gabriele Nissim, Matto dell’anno 2022, nella serata della sua premiazione. Il resoconto della nostra inviata speciale

“Abbiamo bisogno in questo Paese di matti che siano capaci di sfidare i mediocri che ci portano al non pensiero”. Gabriele Nissim è saggista e scrittore, fondatore e presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti. A lui Fondazione Lighea ha deciso di conferire il premio come “Matto dell’anno 2022” con le seguenti motivazioni

È un personaggio scomodo, tenace, caparbio, irriducibile. L’abbiamo visitato in tre terapeuti e, senza bisogno di metterlo sul lettino, la diagnosi è stata univoca e inappellabile: presenta una sintomatologia ossessivo compulsiva con cui persegue i suoi obiettivi. 

Lo spirito visionario l’ha portato a fondare Gariwo, con la missione di diffondere in tutto il mondo giardini in onore dei Giusti, coloro che in situazioni estreme hanno dato aiuto alle vittime, si sono battuti per il rispetto dei diritti umani, si sono schierati a difesa della verità. Potremmo per lui coniare una nuova definizione diagnostica e dichiararlo affetto dalla sindrome del GRANDE GIARDINIERE, grazie alla quale ha coltivato la memoria, estirpato l’indifferenza, innestato la verità storica, nutrito il desiderio di giustizia, fatto fiorire la speranza, sbocciare la gratitudine. 

La cerimonia di consegna si è tenuta il 16 settembre 2022 nella magica cornice dei Bagni Misteriosi, con  Andrèe Ruth Shammah, “Matta 2018”, a passare il testimone e la partecipazione del trio FuturArkestra e della soprano Simona Carando, che hanno eseguito brani di G. Gershwin, D. Ellington, J Tizol, G. Dor, U2 e musiche tradizionali.

Sollecitato dalle domande della giornalista Chiara Di Cristofaro, Nissim ha parlato della missione di Gariwo: tenere viva la memoria del Bene attraverso le storie dei Giusti e nello stesso tempo svolgere un’azione preventiva di fronte al prodursi di segnali inquietanti quali razzismo, discriminazioni, privazione della libertà, minacce ai diritti umani, civili e politici.

Due passaggi del suo discorso hanno particolarmente colpito quelli di noi che si occupano dello studio della psiche. L’elogio dell’ostinazione, che comporta una fede profonda nella bontà dei propri progetti e la volontà di realizzarli nonostante realtà spesso ostili. Gabriele Nissim ne ha data ampia prova unendo fedeltà caparbia ai propri ideali, slancio utopico e pragmatismo dell’azione, senza mai cedere di fronte a difficoltà e ostacoli.

Il fondatore di Gariwo ha anche insistito sull’ importanza di narrare storie. Molte storie di Giusti da lui ricostruite sono frutto di un difficile lavoro di scavo per portare alla luce vicende dimenticate e tributare il dovuto riconoscimento a figure le cui azioni sono rimaste a lungo ignorate.

In fondo il suo lavoro di “cercatore” di storie non è diverso dal nostro: anche noi seguiamo labili tracce, raccogliamo indizi confusi, scendiamo nelle pieghe della psiche insieme ai nostri pazienti, per ricomporre storie interrotte nelle quali possano riconoscersi e identificarsi.

Sì, abbiamo tutti un grande bisogno di storie. 

 

Psicologa e collaboratrice della Fondazione Lighea, attiva da oltre quarant’anni nel campo della salute mentale, della psicologia clinica e della riabilitazione psicosociale. Nata a Milano nel 1944, si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Milano e si specializza successivamente in Psicologia, sviluppando un approccio che integra competenze cliniche e sensibilità umanistica. Il suo percorso professionale si colloca nel contesto della trasformazione della psichiatria italiana, con particolare attenzione ai servizi territoriali e ai percorsi di cura centrati sulla relazione. Dal 1984 collabora con la Fondazione Lighea, contribuendo al lavoro clinico e riabilitativo con pazienti psichiatrici, con un focus su continuità terapeutica, ascolto e inclusione sociale. Ha collaborato a programmi sperimentali sulla riabilitazione psicosociale, tra cui al Progetto promosso dalla Comunità Europea presso il Servizio Psichiatrico di Melegnano per il reinserimento sociale di pazienti lungodegenti. Ha partecipato al Progetto di Regione Lombardia per interventi di formazione e supporto psicologico a detenuti della Casa Circondariale di Opera. Dal 2016 è coordinatrice scientifica della rivista online Fuoritestata, dove si occupa di divulgazione psicologica, contribuendo a un lavoro culturale che favorisca l’inclusione di chi è affetto da disagio psichico nel contesto sociale. È autrice di articoli e contributi pubblicati su Fuoritestata e ha partecipato al volume “Almamatto” (Baldini e Castoldi, 2021). Il suo lavoro si distingue per l’attenzione alla dimensione relazionale della cura e alla integrazione di aspetti terapeutici e riabilitativi.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *