Una foto che ritrae una stampa di una illustrazione di Pietro Dell’aquila (1650-1692) raffigurante, al centro, Ercole, in ginocchio sulla gamba sinistra, con la destra portata in avanti e piegata, chino, mentre regge sulla schiena, tenendolo con le braccia (il braccio sinistro esteso dietro la schiena, il destro sopra la testa china) il globo terrestre. Alla sua sinistra c’è un uomo quasi sdraiato per terra, che sorregge col braccio destro un globo a maglie di legno; alla sua destra c’è un altro uomo, più anziano, anch’egli quasi sdraiato per terra, che regge col braccio sinistro una tavola da disegno su cui sta tracciando un cerchio con un compasso che regge con la mano destra.
Attualità

Per non perdersi nella vita di tutti i giorni può servire anche una serie tv

In una serie su Netflix un professore di filosofia e una classe di liceali sono alle prese con le questioni della vita. A cosa servono i grandi pensatori del passato?

Siamo al liceo scientifico Leonardo da Vinci di Roma e Dante Balestra, interpretato da Alessandro Gassman, è un professore di filosofia anticonformista e all’avanguardia. Amato dalla sua classe per la capacità oratoria e la conduzione fuori dagli schemi, Dante vuole entrare in relazione con le complessità quotidiane dei suoi allievi, a volte indossando i panni di Atlante, che sorregge sulle proprie spalle il globo terrestre, altre volte come saldo punto di riferimento educativo.

Negli episodi andati in onda ci si lascia trasportare dalle vicende che vedono come protagonisti Dante e i suoi alunni. Si rimane incantati dalle esigenze di ascolto e relazione che emergono nel dipanarsi della reciproca relazione. Relazione che ha la particolarità di essere mediata da domande che riguardano la bellezza, il tempo, l’identità, la sofferenza, il condizionamento culturale…

È ammaliante per lo spettatore la possibilità di ritornare tra i banchi di scuola ripercorrendo una riflessione filosofica umile, scevra da elucubrazioni, che arrivi a farsi strumento della realtà presente dei protagonisti.

Le teorie filosofiche sono messe infatti a disposizione degli alunni non solo come forma di sapere ma come tramite per interrogarsi sulla vita. Per questo motivo ogni contenuto spiegato da Dante non segue un ordine cronologico prestabilito, ma si plasma sulle esigenze esistenziali portate dagli studenti. I grandi pensatori del passato come una delle possibili stampelle a cui ricorrere quando si incespica nei conflitti interni ed esterni.

La serie TV Un professore, coprodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy, per merito di Alessandro D’Alatri, pecca forse di quella costruzione irreale necessaria a una fiction TV per intrattenere il pubblico, ma riesce nel tentativo di ridare allo spettatore l’entusiasmo e la spinta a porsi qualche domanda in più nell’affrontare le questioni quotidiane.

Inserita all’interno del filone del teen drama, fa venire voglia di rivivere la bellezza delle amicizie reali e non virtuali, di ritornare a quell’età in cui le persone non danno ancora il mondo per scontato. A tal proposito, anche Sofia, la protagonista de Il mondo di Sofia di Jostein Gardeer, sarebbe stata un’alunna interessata alle lezioni di Dante. Lei stessa infatti dichiara che non ci si può addormentare «nel sonno eterno della vita di tutti i giorni». Quando a un’azione ne segue un’altra senza che ce ne rendiamo conto, allora è proprio lì che è giunto il momento di fermarsi e provare a immaginare che cosa avrebbe fatto un grande filosofo al nostro posto.

Educatore professionale e Arteterapeuta in formazione. Mi occupo principalmente di adulti con disagio psichico e adolescenti.

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