Attualità

Per Draghi propongo la laurea “honoris causa” in psicologia

Il dibattito politico si svolge non tanto per contrapposizione di correnti di pensiero diverse, con radici ideologiche e interpreti di bisogni e interessi specifici, quanto come scontro tra leader di cui non emergono le idee quanto gli aspetti caratter

E’ il tempo del Coronavirus, ma è anche il tempo delle “Psicostar”. Viviamo un momento magico per psicologi, psicoterapeuti e psicanalisti, non a caso ospiti fissi di qualsiasi talk show che si rispetti.  Se la motivazione primaria appare quella di capire come affrontare gli effetti della pandemia sulla psiche, in realtà la presenza dello specialista in studio nasconde anche altro.

Dopo la crisi della religione, infatti, pare che siamo chiamati noi, sacerdoti di una religione laica, a riempire il vuoto della politica. Approfittiamone!! Cadute le ideologie, venuta meno la capacità politica di leggere la realtà, ci si rivolge sempre più spesso alla psicologia come strumento interpretativo del presente. E, in effetti, con lo svuotamento di senso dei partiti e la sempre più evidente personalizzazione della politica, la psicologia viene a muoversi su un terreno in cui può trovarsi a suo agio.

E’ forse venuto il momento di sostituire Freud a Machiavelli?

In precedenza, il dibattito politico si svolgeva per contrapposizione di correnti di pensiero diverse, ciascuna con robuste radici ideologiche, interpreti di bisogni e interessi specifici, portatrici di modelli sociali precisamente teorizzati. Attualmente, invece, la lotta politica è scontro tra leader di cui non emergono le idee quanto gli aspetti caratteriali. A questo punto potrebbe confortarci il ricordo della classica definizione di Hegel, secondo la quale il grande leader è colui in grado di esprimere la volontà del proprio tempo e di esaudirla. Ma Hegel, quando così scriveva, aveva in mente Napoleone, mentre ora, senza scomodare paragoni impropri, i nostri leader esprimono solo se stessi, non sono registi del proprio tempo, ma attori mediocri di una commedia che conferisce loro l’identità di personaggi ingabbiati in ruoli fissi. 

E allora idee, progetti, programmi scompaiono a fronte dei dati caratteriali: l’arroganza di A, il protagonismo di B, il rancore di C, il narcisismo di X, lo spirito di rivalsa di Y… e qui il professionista della psiche può avere buon gioco, oltre a fare un buon servizio al Paese.

In attesa dello psicologo in Parlamento, come nelle scuole, potremmo proporre Draghi per la laurea honoris causa in psicoterapia di gruppo sulla base della seguente motivazione: esercita grande capacità di ascolto, lavora, come noi, sulla relazione, seda ansie da protagonismo, compone i conflitti, dimostra che con il disagio si può convivere. Con un po’ di tirocinio, a breve potrebbe passare all’interpretazione dei sogni.

Psicologo e psicoterapeuta, fondatore e direttore scientifico della Fondazione Lighea Onlus, realtà attiva a Milano nella salute mentale, nella riabilitazione psichiatrica e nei percorsi di inclusione sociale per persone con disagio psichico. Nato a Catania nel 1946, dopo la laurea in Filosofia si specializza in Psicologia presso l’Università degli Studi di Milano, avviando un percorso professionale che lo porterà a sviluppare un modello innovativo di psicoterapia comunitaria. Attivo fin dagli anni Settanta nel campo della psichiatria e dei servizi territoriali, Savuto è tra i protagonisti dei processi di superamento del sistema manicomiale in Italia, contribuendo all’attuazione della legge 180 e alla trasformazione della cura del disturbo mentale in una prospettiva centrata sulla persona. Ha lavorato alla chiusura di strutture psichiatriche e alla creazione di alternative concrete, come comunità terapeutiche, centri diurni e appartamenti protetti per la riabilitazione psichiatrica. A partire dagli anni Ottanta fonda e sviluppa il modello Lighea, un approccio terapeutico integrato che unisce psicoterapia, relazione, vita quotidiana e reinserimento sociale, ponendosi come riferimento nel trattamento dei disturbi psichici complessi. Le comunità terapeutiche Lighea, accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, rappresentano un esempio avanzato di cura territoriale e presa in carico globale del paziente. Accanto all’attività clinica, Savuto promuove da anni una riflessione culturale sul disagio mentale, lavorando per diffondere una nuova cultura della salute mentale e per contrastare stigma e marginalizzazione. È ideatore di progetti editoriali e audiovisivi, tra cui “Amati Matti”, e autore di saggi e pubblicazioni sul rapporto tra affettività, psicoterapia e percorso di cura, come “Padre Quotidiano”, scritto con Gustavo Pietropolli Charmet. È inoltre responsabile scientifico della rivista FuoriTestata, piattaforma di approfondimento su psicologia, adolescenza, relazioni e società, pensata per rendere accessibili i temi della psicoterapia e del benessere psicologico a un pubblico ampio. Con oltre quarant’anni di esperienza nella psicologia clinica e nella riabilitazione psichiatrica, Giampietro Savuto promuove attivamente l’evoluzione di modelli di cura innovativi che integrano la dimensione clinica, sociale e culturale nel trattamento del disagio psichico.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *