La tragedia di Crans Montana ha suscitato profonda commozione: la morte di un figlio è una ferita che il tempo non rimargina, una mutilazione del futuro. L’evento è tanto innaturale che il dolore non trova le parole per esprimersi, non può essere detto.
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Elogio dell’inerzia
Il libero arbitrio, orgoglio di noi umani, è un dono prezioso o un pesante fardello, la condanna per una antica colpa? L’inerzia ci libera dall’angoscia della scelta, dall’ansia di prestazione, ci dona la pace dell’inazione, lasciando che la vita accada.
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Benvenuti nell’era dell’adolescenza infinita
Adolescenti per sempre: sembra questa la cifra di una società che fa fatica con tutto ciò che ha a che fare con l’essere adulto. Responsabilità, confini, scelte: tutto quello che va recuperato per una GenZ che vuole trovare il suo spazio
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E tu da che parte vai? Quando scegliere (o non scegliere) racconta chi sei
Scegliere implica una responsabilità che ci mette nel bel mezzo di una solitudine esistenziale, con cui possiamo imparare a fare i conti; non scegliere, d’altra parte, può paralizzarci in un eterno presente, spaventosamente senza memoria.
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Futto ergo sum? Perché il desiderio non ci appartiene più
Dopo l’incremento dello spazio riservato alla sessualità a seguito dei movimenti di liberazione del ’900, oggi si registra un generale calo del desiderio sessuale. La rapida erotizzazione del rapporto, che abolisce il rituale del corteggiamento e riduce il sesso a una piacevole esperienza consumistica, evita il coinvolgimento sentimentale, vissuto come pericoloso in quanto implica il rischio del dolore dovuto a rifiuto, disillusione, abbandono.
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La meravigliosa arte di saper stare nella sofferenza
La capacità di accompagnare l’altro che soffre passa per l’empatia e per la conoscenza di sé. E riguarda non solo la relazione terapeutica, ma tutte le relazioni
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Da (troppo) vicino proprio nessuno è normale
Adulti distanti e punitivi, quelli del passato. Adulti vicini e spaventati, quelli del presente. Senza la giusta distanza (e la giusta vicinanza) è la relazione con i nostri figli e i nostri alunni che rischiamo di perdere
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L’ombra della violenza e dell’aggressività accompagna ancora il disagio psichico
Un recente articolo del «Corriere» riporta le preoccupazioni del personale infermieristico del reparto psichiatrico dell’ospedale Sacco, temporaneamente trasferito presso l’analogo reparto del Fatebenefratelli. Tali preoccupazioni non riguardano eventuali disagi organizzativi, ma la paura nei confronti dell’aggressività e della violenza dei pazienti nei confronti dei sanitari, in conseguenza della maggiore concentrazione numerica. Stupisce che questa immagine di violenza venga accreditata da professionisti che dovrebbero promuovere l’integrazione sociale di chi soffre di disagio psichico, andando ad avallare il pregiudizio, ampiamente diffuso, della pericolosità del malato mentale
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Il crimine non è una malattia
Di fronte a qualsiasi fatto delittuoso si tendono a individuare nella vita dei responsabili tracce di disagio psichico o di disturbi comportamentali. Questo processo di sanitarizzazione colloca il crimine in una dimensione di malattia, sostituendo la diagnosi psichiatrica al giudizio morale


























