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  • Una fotografia a colori, in formato orizzontale, che ritrae al centro, in primo piano e a fuoco, due bambini, una femmina e un maschio un po' più giovane, seduti in ginocchio sul parquet del pavimento di una bella casa, entrambi con un'espressione infastidita e le dita nelle orecchie per non sentire le parole dell'animata discussione che i genitori, un maschio e una femmina seduti su un divano dietro i bambini, a qualche metro di distanza da loro, un po' fuori fuoco, stanno avendo.
    Comportamenti

    Forse era meglio avere due case: l’illusione della famiglia unita

    25/10/2024 /

    Prosegue la serie di riflessioni sul tema delle separazioni e dei divorzi e sugli effetti di questi cambiamenti nelle vite dei figli. Ogni separazione ha una storia unica, tuttavia è possibile individuare alcune tipologie ricorrenti che proviamo ad analizzare attraverso esempi liberamente ispirati a vicende reali e ai racconti che vorrete inviarci

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    Marta Pellegrini 0 commenti

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    27/09/2017
  • Un affresco a muro, apparentemente moderno, che ritrae una scena dal mito di Crono e Rea: Crono, ingannato da Rea, mangia un fagotto vuoto che dovrebbe contenere Zeus infante, mentre Rea si allontana reggendo tra le braccia il fagotto con il vero Zeus, salvandolo.
    Psiche

    Edipo è evaporato. È venuto il tempo di Crono?

    26/04/2024 /

    La figura paterna come incarnazione della Legge si è indebolita, fino a “evaporare”, e si è portata via anche il complesso di Edipo. Oggi ai padri non basta più essere amici dei figli, vogliono diventarne coetanei, confondersi con loro. Non si rassegnano all’età, alla successione generazionale. Se un tempo erano i figli a invidiare la potenza dei padri, ora sono i padri a invidiare la giovinezza dei figli. Edipo è “evaporato” e ci ha lasciato Crono.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Una foto a colori, in formato orizzontale (16:9), che ritrae un uomo e una donna in una “stanza della rabbia”. Entrambi indossano camicia e pantaloni blu, e un casco da baseball sulla testa. L’uomo brandisce una mazza da baseball con cui è in procinto di sferrare un colpo a un monitor da computer.

    Proposte di percorsi terapeutici per “odiatori”

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    Una castagna matta sotto il cuscino guarisce più di una medicina a pera

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    I genitori compagni di scuola sono quasi tutti da bocciare

    28/01/2017
  • Una foto rielaborata che ritrae al centro il mezzobusto di un uomo con una bombetta e un maglione neri, e il volto quasi completamente nascosto da nuvole attraverso le quali si vede il muro alle spalle dell'uomo stesso.
    Psiche

    Il padre evaporato

    12/04/2024 /

    Quali sono oggi le funzioni dei padri, in una famiglia in cui i ruoli si sono fatti più fluidi e meno definiti? Il superamento del modello autoritario di stampo patriarcale non deve sfociare in una sovrapposizione col materno. L’autorità, dunque, va sostituita con la presenza.

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    Giuliana Torre 0 commenti

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    Un detournement del famoso dipinto surrealista di Magritte “La Trahison des images” (“Il tradimento delle immagini”), che nell’originale raffigura una pipa di profilo, col braciere a sinistra e il bocchino a destra, e una scritta in corsivo sotto la stessa che recita «Ceci n’est pas une pipe.» («Questa non è una pipa.»); in questa versione modificata, la scritta recita «Ceci peut aussi être un pipe.» («Questa potrebbe anche essere una pipa.»).

    L’invisibilità dell’ovvio

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    Meglio tenere d’occhio il paranoico che è in me

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    17/12/2021
  • Una foto a colori, in formato panoramico, che ritrae da molto vicino il volto di un giovane investigatore privato il quale regge davanti all'occhio sinistro una grossa lente d'ingrandimento e guarda dritto nell'obiettivo attraverso la stessa mentre tiene chiuso l'occhio destro. L'investigatore ha i capelli un po' arruffati, un po' di barba e baffi, e indossa una giacca blu sopra una camicia bianca con la cravatta blu. Sullo sfondo, fuori fuoco, c'è un muro di un blu più chiaro.
    Psiche

    La vita segreta dei figli

    28/02/2024 /

    Proprio in un’epoca in cui i genitori tendono a proporsi come amici dei figli adolescenti, il dialogo tra generazioni sembra farsi sempre più difficile e spinge spesso padri e madri apprensivi, aiutati dalle nuove tecnologie, a cercare un controllo completo sui figli. Vorrebbero penetrarne i segreti, non tollerando di riconoscerli come individui autonomi e “altri” rispetto a loro

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    Raffaella Crosta 0 commenti

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  • Una foto che ritrae, da dietro, una donna in cammino sul ciglio destro di una strada vuota. La donna indossa un soprabito di velluto, lilla, che le arriva alle ginocchia, e ha un cappellino nero a fungo sulla testa. Sull'asfalto della parte destra della strada ci sono molte foglie gialle e rosse cadute dagli alberi alla destra della strada, ancora frondosi, mentre quelli sulla sinistra sono già spogli e proiettano le loro ombre sull'asfalto. All'orizzonte c'è un cielo azzurro chiaro.
    Comportamenti

    Andare via: quando il cambiamento diventa una necessità

    25/10/2023 /

    Restare nel nido familiare appare rassicurante ma, per un ventenne, significa non darsi la possibilità di avere a che fare con le proprie paure. E, di fatto, crescere nella direzione che si sceglie per sé

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    Caterina de Filippis 0 commenti

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    10/05/2017
    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae tanti manichini senza volto, verniciati di bianco, con la vernice un po' scrostata, graffiata o sporca in alcune parti, all'interno di una stanza dalle pareti intonacate di bianco sporco. Al centro ce n'è uno dalle fattezze femminili che indossa una maschera veneziana e un copricapo di lunghe piume fuxia; al suo fianco, sulla destra dell'inquadratura, ce n'è uno dalle fattezze maschili con un cappello nero in testa e una cravatta nera al collo.

    Il mio corpo sotto la lente: dimagrire per tornare “normale”

    27/08/2025

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    23/04/2017
  • Fotografia che ritrae un bimbo di origini africane che abbraccia con espressione triste il proprio orsetto di peluche bianco mentre sullo sfondo, fuori fuoco, i suoi genitori, seduti su un divano bianco, si danno le spalle, arrabbiati l’uno con l’altra.
    Relazioni

    Figli di genitori separati: serve guardare oltre le crepe

    09/08/2023 /

    Nella serie di riflessioni su separazioni e divorzi, serve guardare al punto di vista dei figli e al loro coinvolgimento. Alessandra ha vissuto alle soglie dell’età adulta la separazione tra i suoi genitori, trovandosi così a rimettere in discussione ruoli e posizioni familiari.

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    Alice Pagani 0 commenti

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    Un’illustrazione che raffigura, davanti a uno sfondo che potrebbe rappresentare un muro di colore giallo molto tenue, un po’ in ombra sul lato destro, una gabbia per uccelli a forma di panettone, un po’ più alta di un panettone, appesa a un cavo metallico e dondolante, ritratta nel momento in cui è a sinistra del punto cui il cavo è fissato (non visibile nell’immagine perché sopra il suo bordo superiore), e un uccellino, un colibrì dal lungo becco un po’ incurvato in giù, col petto bianco e per il resto marrone e nero, che vola fuori dalla porticina aperta della gabbia ed è già ad almeno un metro di distanza a destra della stessa.

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    08/12/2023
  • Psiche

    Mio figlio non sa più di borotalco

    08/02/2023 /

    Dietro molti dei miei pazienti c’è una creatura dolce e terribile che li tiene prigionieri del suo amore, legati dalle catene tenaci del senso di colpa e del ricatto affettivo. Noi che ce l’abbiamo fatta abbiamo lottato e vinto, nonostante il cuore.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Un fotogramma dal film "Povere creature", di Yorgos Lathimos. La ragazza protagonista, in vestaglia, cammina a piedi scalzi su un parquet all'interno di una grande casa, seguita a pochi metri da uno strano essere con quattro zampe che sbucano da un tronco orizzontale (potrebbe essere il corpo di un cane glabro), e un lungo, flessuoso collo bianco con testa e becco giallo da papera.

    Povere creature alla ricerca di sé

    03/12/2025
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    Sara Schirripa 2 Commenti

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    Una foto che ritrae una donna in un abito nero, che per forma somiglia un po’ a un saio da frate, inginocchiata al centro di una vasta area di terreno piatto e sabbioso, mentre si leva una maschera bianca dal viso reggendola con entrambe le mani e le braccia distese di fronte a sé. Ha la testa reclinata all’indietro e guarda al cielo. Alla sua destra c’è un arbusto basso, con pochi rami spogli, uno dei quali, in alto, sorregge un’altra maschera, nera, e un altro, più in basso, sorregge un alto cappello a cono, anch’esso nero. Alla sua sinistra, conficcati nel suolo, leggermente inclinati verso destra, ci sono due specchi che riflettono il cielo e il terreno desertico intorno, uno più basso e stretto, più vicino alla donna inginocchiata, e uno più alto e largo, leggermente curvato a mo’ di “5” rovesciato lungo l’asse verticale, più lontano di qualche metro. La donna e l’arbusto e tutti gli oggetti descritti proiettano sul terreno lunghe ombre orientate verso il lato destro dell’inquadratura. Sullo sfondo, in lontananza, quasi all’orizzonte, ci sono basse colline verdi e alberate. Sopra l’orizzonte c’è un cielo azzurro, cupo sulla destra dell’inquadratura, chiaro e illuminato invece dal chiarore del sole, fuori dall’inquadratura, sulla sinistra. La parte di cielo visibile è in parte coperta da una grossa nuvola, bianca sulla sinistra, dov’è illuminata dal sole, e più scura e minacciosa di pioggia sulla destra, dove non lo è.

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    19/12/2023
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    “Ho visto cose…”: resoconto fedele di una settimana di vacanza con sei adolescenti

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    Afflitto da profondo senso di commiserazione per i miei poveri figli, vittime di un anno trascorso tra lockdown, zone rosse, gialle, arancioni, didattica a distanza, ho pensato di concedere loro una settimana di vacanza con gli amici più cari, nostri ospiti. Mi sono così ritrovato in una famosa località marina toscana, in un appartamento affittato a caro prezzo per l’occasione, con sei adolescenti, tre fanciulle di 15 anni e tre ragazzi di 17.  Ciò mi ha permesso di osservare da vicino la quotidianità di tali esseri misteriosi. Risultato: mi è sembrato di gestire da solo una “comunità terapeutica” senza, ahimè, l’autorità che compete a un direttore di comunità. Non solo:…

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    Giampietro Savuto 1 commento

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    24/04/2024
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