Ancora una volta dinnanzi a noi si erge una doppia interpretazione della felicità: felicità come fuga dal dolore, come rifugio in una dimensione in cui si ricerca la sensazione, oppure felicità come conquista di una maggiore stabilità, come rifugio dagli appetiti ed esercizio di bellezza.
Psiche
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Per riuscire a stare nella complessità dobbiamo allearci con la prospettiva
Tra i diversi elementi artistici, la prospettiva ci richiama la capacità di utilizzare quel punto di vista attraverso cui si pensa e si progetta. Ma anche la capacità di stare a distanza
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Tutto quel che resta
Che ruolo hanno nel nostro vivere il ricordo e la dimenticanza? Nella perdita, la paura più grande è quella di scordare, di essere scordati. Di non avere più un posto nel cuore.
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Che significa sperare?
Sperare non significa necessariamente accettare un premio di consolazione quando le cose vanno male. Ha a che fare con l’apertura al nuovo, al non ancora visto. Alla vita che può nascere.
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Ma allora non mi ami!
Spesso i problemi di coppia non derivano tanto da mancanza di affetto quanto dalla non condivisione di un progetto di vita. Ciascuno dei due partner cerca l’adesione dell’altro alla propria immagine di futuro comune, e quando non l’ottiene, vive il rifiuto come il tradimento della promessa d’amore.
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Fa più una sera a teatro che un manuale di psicologia
«La reginetta di Leenane», dramma teatrale di Martin McDonagh, in programmazione al Teatro Parenti per la regia di Raphael Tobia Vogel, mette in scena dinamiche che invitano all’analisi psicologica.
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Ma la diagnosi può essere una gabbia?
Se la diagnosi è imprescindibile nelle patologie mediche il tema diventa più complesso nei disturbi “dell’anima”. Come evitare i rischi di una diagnosi che diventa etichetta.
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Violenze in aumento tra i più giovani: che fine ha fatto il Super Io?
Episodi di violenza hanno spesso per protagonisti individui giovanissimi. La responsabilità viene data a un sistema educativo incapace di trasmettere valide regole morali. La libertà incontrollata genera paura e questa, a sua volta, suscita aggressività e depressione, due facce dello stesso disagio.
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Conflitti e litigi: sono un modo per esorcizzare la paura della separazione?
I furiosi attacchi a un padre amatissimo, i litigi tra due sorelle inseparabili, i conflitti esplosi in una famiglia da sempre unita e solidale: vicende che oggi mi sembrano prive di motivazioni razionali, ma con una matrice comune: un modo di allontanarsi, di allentare i legami affettivi per esorcizzare la paura della morte? Della inevitabile perdita degli esseri amati?


























