Figli di fronte alla separazione dei genitori: tentativi di spiegazione, richieste di complicità, sforzi di comprensione, sensi di colpa.
Psiche
-
-
Satana tra noi
Perché tanti “cattivi”, nella letteratura e nella vita reale, esercitano un ambiguo potere seduttivo? È forse l’aria di mistero che li avvolge, l’atteggiamento di sfida a legge e morale a sollecitare fantasie, a muovere emozioni, a comunicare il brivido del rischio.
-
Elogio dell’inerzia
Il libero arbitrio, orgoglio di noi umani, è un dono prezioso o un pesante fardello, la condanna per una antica colpa? L’inerzia ci libera dall’angoscia della scelta, dall’ansia di prestazione, ci dona la pace dell’inazione, lasciando che la vita accada.
-
L’arte di dimenticare: quanto conta l’oblio?
L’oblio non è una falla della memoria, ma un processo essenziale per il nostro equilibrio emotivo e comportamentale: potremmo definirlo una forma di saggezza, che ci aiuta ad aprire spazi di libertà e occasioni di riscrittura di senso.
-
Tutte le strade del cambiamento
Quando capiamo da dove arrivano il disagio, il malessere, la sofferenza, pensiamo che il lavoro sia fatto. In realtà, quello è solo l’inizio della strada che ci porta verso il nuovo “noi”
-
Adolescenti aggressivi: genitori e insegnanti in cerca di identità
Genitori terrorizzati dai figli e insegnanti aggrediti dai loro allievi. La ribellione adolescenziale presenta oggi caratteri inediti e ha per bersaglio due istituzioni, famiglia e scuola, attualmente molto fragili.
-
E tu da che parte vai? Quando scegliere (o non scegliere) racconta chi sei
Scegliere implica una responsabilità che ci mette nel bel mezzo di una solitudine esistenziale, con cui possiamo imparare a fare i conti; non scegliere, d’altra parte, può paralizzarci in un eterno presente, spaventosamente senza memoria.
-
Proposte di percorsi terapeutici per “odiatori”
Quale rimedio contro il veleno degli odiatori digitali? Alcune proposte trasgressive di possibili percorsi terapeutici
-
Se l’etichetta è scaduta, come cercare il senso?
Avvicinare la sofferenza non vuol dire definirla, etichettarla, classificarla; richiede invece ascolto, pazienza, attesa, presenza.


























