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  • Un'illustrazione che raffigura un pannello per scritte luminose scorrevoli composto da tante lucine, per la maggior parte spente, di colore grigio scuro; quelle accese sono rosse e formano la scritta «matta».
    Psiche

    Elogio dell’esaurimento nervoso: quando la stanchezza non era una malattia

    22/07/2026 /

    Dalle antiche categorie del “male di vivere” alla moderna frammentazione in infiniti disturbi: come l’eccesso di diagnosi sta trasformando gli inciampi naturali della vita in etichette cliniche, rubandoci la capacità di reagire.

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    L’intelligenza artificiale ci dirà chi siamo?

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    Foto a colori, in formato 16:9, che ritrae un bimbo down sorridente con le braccia alzate in un contesto scolastico

    Le scuole speciali, fantasmi che ritornano

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    Per invecchiare scelgo il caos della città

    10/12/2021
  • Un’illustrazione che raffigura, con tratti molto stilizzati, un gruppo di persone con cervelli diversi, rappresentati da diverse icone sulle loro teste.
    Psiche

    La vana ricerca del “neurotipico”: se l’etichetta sostituisce l’autoanalisi

    15/07/2026 /

    Dall’incontro con una giovane paziente all’abuso dei termini clinici sui social media: una riflessione sul rischio di usare le definizioni scientifiche come scudi identitari, finendo per banalizzare la complessità e l’unicità di ogni singolo individuo.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae una donna e un uomo seduti su un divano. La donna è di profilo, a sinistra dell'uomo, con le braccia incrociate sotto il petto e un'espressione imbronciata sul visto; l'uomo, al suo fianco, è ritratto da davanti, ha le braccia poggiate sulle ginocchia ai gomiti, la testa leggermente chinata verso il basso con un'espressione dispiaciuta.

    Ma allora non mi ami!

    25/06/2025

    Dottore voglio una diagnosi così capisco chi sono

    03/10/2019
    Una illustrazione che ritrae un mostro con le fattezze di Cthulhu.

    Giulia Tramontano non ha incontrato un mostro

    14/07/2023
  • Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae da vicino la mano destra di un tatuatore, avvolta in un guanto di gomma nera, mentre traccia un tatuaggio sull'avambraccio di qualcuno.
    Attualità

    Alzi la mano chi non ha un tatuaggio

    24/06/2026 /

    Dalla pura estetica al bisogno profondo di rendere visibile l’inespresso. Un’analisi psicologica sul tatuaggio come processo identitario, traccia psichica e tentativo di riparare un’assenza attraverso il corpo.

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    Alice Pagani 0 commenti

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    Un’illustrazione: sullo sfondo c’è una bandiera della pace a strisce orizzontali (dall’alto: viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancione, rosso); davanti alla bandiera ci sono le silhouette nere di un bambino in piedi sopra un muricciolo alto più o meno quanto lui, di profilo, rivolto verso destra, che fa pipì sul casco di un soldato inginocchiato in posizione di sparo sotto il muricciolo, alla sua destra, anch’egli di profilo, mentre sta cercando di prendere la mira con un mitra puntandolo verso destra.

    «Definisci bambino»: ecco quando perdiamo il senso dell’essere umani

    26/11/2025

    Al gioco dei numerini vince davvero chi fa più debiti?

    03/10/2018
    Un ritratto fotografico, in formato orizzontale, di Antonio Albanese, in primo piano.

    “La strada giovane” di Antonio Albanese, un viaggio che diventa formazione

    26/09/2025
  • Fotocomposizione con un girasole giallo brillante circondato da fiori viola in un giardino. La parte centrale del girasole, quella da cui si irradiano i petali, è completamente nera e contiene una luna molto scura.
    Psiche

    L’ostacolo al benessere: perché abbiamo paura di non soffrire più

    10/06/2026 /

    Dalla satira di Cornacchione alla metafora del “Sole Nero” di Julia Kristeva: un’analisi sul perché spesso preferiamo restare ancorati a una sofferenza nota piuttosto che affrontare l’ignoto di una nuova identità felice.

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Una fotografia che ritrae da vicino il bagnasciuga di una spiaggia di sabbia con piccole conchiglie, rametti e sassolini. Al centro c'è una scritta tracciata nella sabbia con un dito, "I'm nothing without you" ("Senza te sono niente"), e destinata a essere cancellata dalla prossima onda abbastanza lunga.

    Quella violenza che non è amore e diventa atto criminale

    13/12/2023
    Un'immagine che mostra una pecora un po' stilizzata che proietta su un muro l'ombra di un lupo che ulula

    Chi ha paura del matto cattivo?

    24/05/2023

    Se s’indebolisce il super-io dilagano violenza e ferocia

    28/08/2019
  • Un’illustrazione a colori che raffigura uno scheletro seduto su una duna davanti a un cielo nuvoloso, quasi di profilo, che regge nella mano destra il proprio teschio che sembra guardare lo spazio sopra il collo da cui manca.
    Psiche

    Perché abbiamo smesso di chiederci chi siamo

    06/05/2026 /

    Nella nostra società in cui prevale l’azione, il “fare”, vale la pena riconsiderare il significato dell’essere per capire realmente chi siamo

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    Massimo Buratti 1 commento

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    19/09/2016
  • Un’illustrazione che raffigura, su sfondo blu e molto stilizzati, il simbolo dell’Europa (il cerchio composto da 12 stelle gialle) appoggiato sul lettino di uno psicoanalista che prende appunti seduto su una sedia di fronte allo stesso.
    Attualità

    Che cosa ha ancora da dire e da dare l’Europa?

    03/05/2024 /

    Si dice “vecchia” Europa e quell’aggettivo sembra alludere a un irreversibile declino. Potremmo, al contrario, attribuirgli un valore positivo, vedervi il riconoscimento di un patrimonio culturale millenario, che può permettere al nostro continente di svolgere ancora un ruolo importante.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Una foto che ritrae un ragazzo africano, con treccine in testa e qualche tatuaggio sul viso e sul dorso della mano destra, che guarda con espressione molto seria e assorta fuori dalla cella in cui è rinchiuso, affacciato alle sbarre del suo cancello, mentre alcuni compagni di cella, sullo sfondo, giocano a carte seduti sopra un letto.

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    02/10/2024

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    08/07/2021

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    27/02/2026
  • Una foto a colori, in formato 16:9, che ritrae una matrioska smontata: una bambola vuota, di legno dipinto, che ne contiene un'altra più piccola, simile ma diversa, che ne contiene un'altra ancora, e così via, per un totale di cinque bambole. L'ultima, la più piccola, è anche l'unica non vuota. Forse.
    Comportamenti

    Un mondo di maschere

    13/03/2024 /

    Siamo impossibilitati a mostrarci così come siamo e viviamo in uno stato di menzogna, come ha magistralmente raccontato Pirandello in “Il fu Mattia Pascal”. Ma le maschere hanno anche un ruolo che non possiamo non considerare

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    Marta Pellegrini 0 commenti

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    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae tanti manichini senza volto, verniciati di bianco, con la vernice un po' scrostata, graffiata o sporca in alcune parti, all'interno di una stanza dalle pareti intonacate di bianco sporco. Al centro ce n'è uno dalle fattezze femminili che indossa una maschera veneziana e un copricapo di lunghe piume fuxia; al suo fianco, sulla destra dell'inquadratura, ce n'è uno dalle fattezze maschili con un cappello nero in testa e una cravatta nera al collo.

    Il mio corpo sotto la lente: dimagrire per tornare “normale”

    27/08/2025

    Da Edipo a Telemaco: come è cambiato il rapporto padre-figlio

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    Quelli che non fanno un passo se la luna non è d’accordo

    05/08/2016
  • Una foto che ritrae una donna in un abito nero, che per forma somiglia un po’ a un saio da frate, inginocchiata al centro di una vasta area di terreno piatto e sabbioso, mentre si leva una maschera bianca dal viso reggendola con entrambe le mani e le braccia distese di fronte a sé. Ha la testa reclinata all’indietro e guarda al cielo. Alla sua destra c’è un arbusto basso, con pochi rami spogli, uno dei quali, in alto, sorregge un’altra maschera, nera, e un altro, più in basso, sorregge un alto cappello a cono, anch’esso nero. Alla sua sinistra, conficcati nel suolo, leggermente inclinati verso destra, ci sono due specchi che riflettono il cielo e il terreno desertico intorno, uno più basso e stretto, più vicino alla donna inginocchiata, e uno più alto e largo, leggermente curvato a mo’ di “5” rovesciato lungo l’asse verticale, più lontano di qualche metro. La donna e l’arbusto e tutti gli oggetti descritti proiettano sul terreno lunghe ombre orientate verso il lato destro dell’inquadratura. Sullo sfondo, in lontananza, quasi all’orizzonte, ci sono basse colline verdi e alberate. Sopra l’orizzonte c’è un cielo azzurro, cupo sulla destra dell’inquadratura, chiaro e illuminato invece dal chiarore del sole, fuori dall’inquadratura, sulla sinistra. La parte di cielo visibile è in parte coperta da una grossa nuvola, bianca sulla sinistra, dov’è illuminata dal sole, e più scura e minacciosa di pioggia sulla destra, dove non lo è.
    Psiche

    Da solo ritrovo me stesso

    19/12/2023 /

    Lo sguardo dell’altro mi aiuta a definirmi ma può diventare una prigionia, una confusione di aspettative soddisfatte e deluse. E la solitudine, che poco sopportiamo, può essere la chiave per tornare a noi stessi e capire ciò che profondamente ci appartiene

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    Massimo Buratti 2 Commenti

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    Foto a colori, in formato 16:9, che ritrae da vicino una strada asfaltata con alcune crepe; da una spunta una margherita.

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    10/04/2024

    I lockdown, l’isolamento e l’annientamento lento degli anziani

    25/05/2022
  • Illustrazione fatta in computer graphics con un uomo in doppiopetto, camicia bianca e cravatta che regge nella mano sinistra la propria faccia, mentre la sua testa rimane senza volto. E' in piedi in un paesaggio virtuale collinare, verde, con alberelli stilizzati bianchi ricoperti di citazioni. Sullo sfondo, sopra l'orizzonte del paesaggio, c'è un cielo blu e azzurro con molte nuvole rappresentate a cubetti.
    Psiche

    Je suis: ecco dove trovo la mia identità

    06/09/2023 /

    La fantasia di uno psicologo in tempi in cui la definizione di sé pare un’operazione quasi impossibile. Un negozio vero e proprio per chi, incerto del proprio Ego, è in cerca di un Alter Ego.

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    Joaquin Otuvas 0 commenti

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    Una foto in bianco e nero, in formato orizzontale, che ritrae, davanti a uno sfondo grigio scurissimo e granuloso, le mani di due uomini che stanno facendo il tiro alla fune; la fune, al centro, è tutta sfilacciata, e sta per spezzarsi: ne resta solo una fibra sottile.

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    21/05/2025
    Un fotogramma dal film “Oblomov” di Nikita Michalkov che ritrae l'omonimo protagonista, un nobile decadente e accidioso, sdraiato sul fianco destro su un divano, in pigiama, sonnecchiante.

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    25/03/2026
    Un dipinto che raffigura un angolo formato da due muri bianchi illuminati da una luce d'alba o tramonto. In corrispondenza dell'angolo le mura si aprono sulla vista di un mare lontano, azzurro e placido fino all'orizzonte, sopra il quale sta un cielo di colore azzurro più chiaro, con qualche nuvola grigia che si allunga in orizzontale a destra.

    Per riuscire a stare nella complessità dobbiamo allearci con la prospettiva

    23/07/2025
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