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  • Una foto che ritrae una donna in un abito nero, che per forma somiglia un po’ a un saio da frate, inginocchiata al centro di una vasta area di terreno piatto e sabbioso, mentre si leva una maschera bianca dal viso reggendola con entrambe le mani e le braccia distese di fronte a sé. Ha la testa reclinata all’indietro e guarda al cielo. Alla sua destra c’è un arbusto basso, con pochi rami spogli, uno dei quali, in alto, sorregge un’altra maschera, nera, e un altro, più in basso, sorregge un alto cappello a cono, anch’esso nero. Alla sua sinistra, conficcati nel suolo, leggermente inclinati verso destra, ci sono due specchi che riflettono il cielo e il terreno desertico intorno, uno più basso e stretto, più vicino alla donna inginocchiata, e uno più alto e largo, leggermente curvato a mo’ di “5” rovesciato lungo l’asse verticale, più lontano di qualche metro. La donna e l’arbusto e tutti gli oggetti descritti proiettano sul terreno lunghe ombre orientate verso il lato destro dell’inquadratura. Sullo sfondo, in lontananza, quasi all’orizzonte, ci sono basse colline verdi e alberate. Sopra l’orizzonte c’è un cielo azzurro, cupo sulla destra dell’inquadratura, chiaro e illuminato invece dal chiarore del sole, fuori dall’inquadratura, sulla sinistra. La parte di cielo visibile è in parte coperta da una grossa nuvola, bianca sulla sinistra, dov’è illuminata dal sole, e più scura e minacciosa di pioggia sulla destra, dove non lo è.
    Psiche

    Da solo ritrovo me stesso

    19/12/2023 /

    Lo sguardo dell’altro mi aiuta a definirmi ma può diventare una prigionia, una confusione di aspettative soddisfatte e deluse. E la solitudine, che poco sopportiamo, può essere la chiave per tornare a noi stessi e capire ciò che profondamente ci appartiene

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    Massimo Buratti 2 Commenti

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    Un’illustrazione che raffigura sette codici a barre neri sparsi su uno sfondo bianco con un ottavo codice a barre grigio chiarissimo. Sotto ogni codice a barre nero c’è una scritta, fatta con un carattere a spaziatura fissa di quelli facilmente leggibili dalle macchine, con il nome o la sigla di sette patologie: anoressia, ADHD, depressione, ptsd, autismo, DOC, bulimia.

    Se l’etichetta è scaduta, come cercare il senso?

    05/02/2025

    Corso accelerato per invecchiare bene

    25/02/2023

    “La Stranezza” e le bombe che fanno esplodere la realtà

    18/11/2022
  • Illustrazione fatta in computer graphics con un uomo in doppiopetto, camicia bianca e cravatta che regge nella mano sinistra la propria faccia, mentre la sua testa rimane senza volto. E' in piedi in un paesaggio virtuale collinare, verde, con alberelli stilizzati bianchi ricoperti di citazioni. Sullo sfondo, sopra l'orizzonte del paesaggio, c'è un cielo blu e azzurro con molte nuvole rappresentate a cubetti.
    Psiche

    Je suis: ecco dove trovo la mia identità

    06/09/2023 /

    La fantasia di uno psicologo in tempi in cui la definizione di sé pare un’operazione quasi impossibile. Un negozio vero e proprio per chi, incerto del proprio Ego, è in cerca di un Alter Ego.

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    Joaquin Otuvas 0 commenti

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    Un fotogramma dal film “Ritorno al futuro” in cui si vede, sullo sfondo, un laboratorio con un macchinario pieno di interruttori, lucette e cavi che ne fuoriescono in una nebbiolina fumosa, in primo piano e di profilo ci sono Marty, il protagonista, sulla sinistra, e Doc, il coprotagonista, sulla destra, uno di fronte all’altro. Marty, con una ventosa appiccicata sulla fronte, dalla quale escono dei cavi sottili che vanno al macchinario, guarda con aria sbalordita e un po’ inebetita Doc, il quale a sua volta lo fissa con aria spiritata reggendo con entrambe le mani una sorta di ampio casco pieno di lucette che ha in testa, a sua volta collegato alla macchina sullo sfondo.

    Quale futuro per la cura del disagio psichico?

    08/11/2023

    Diamo del pazzo all’assassino per sentirci diversi da lui

    03/02/2017
    Fotografia che ritrae una macchina per scrivere meccanica, di colore nero, con tanti tasti metallici disposti su quattro file, una sopra l'altra, che perciò somigliano a seggiolini di uno spalto di un teatro o di un centro sportivo.

    Patrizia Cavalli, la poesia che soffre e cura

    12/01/2024
  • Psiche

    Cosa vedo nei tuoi occhi

    04/01/2023 /

    Come lo sguardo ha a che fare con l’identità? Quel che siamo nasce dall’incrocio del nostro sguardo su noi stessi (e sul mondo) con lo sguardo dell’altro su di noi

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Un affresco a muro, apparentemente moderno, che ritrae una scena dal mito di Crono e Rea: Crono, ingannato da Rea, mangia un fagotto vuoto che dovrebbe contenere Zeus infante, mentre Rea si allontana reggendo tra le braccia il fagotto con il vero Zeus, salvandolo.

    Edipo è evaporato. È venuto il tempo di Crono?

    26/04/2024

    Non serve fare i seri per occuparsi di cose serie

    25/01/2023

    Nel mondo senza più confini che fine fa l’infinito del poeta?

    09/08/2019
  • Psiche

    Penso a Pirandello per comprendere la complessità umana

    07/12/2022 /

    Sommario: Immersi nella realtà virtuale e nel caos della vita quotidiana, ora più che mai, possiamo rileggere i discorsi tra adulti attraverso le riflessioni di Pirandello, raccolte nel romanzo “Uno, nessuno, centomila”.

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    Alice Pagani 0 commenti

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    Uno screenshpt dal videogioco di avventura “Sable”. Al centro c'è il personaggio protagonista, ritratto di profilo mentre corre verso destra lungo una salita di grandi rocce piatte di colore giallo molto tenue. Il personaggio indossa una maschera bianca che pare fatta di osso, con due corna che spuntano e si protendono in avanti, leggermente curve, dalla fronte. La testa è coperta da un capuccio rosso che sulle spalle diventa un mantello svolazzante dietro il personaggio, che per il resto indossa un corpetto di cuoio marrone, guanti di cuoio marrone, pantaloni larghi di tela color azzurro chiaro a macchie più scure, stivaletti che salgono fin sotto le ginocchia, con parastinchi di cuoio marrone. Sullo sfondo c'è un deserto punteggiato da vegetazione a cespugli molto bassi. Dal terreno arancione salgono delle rocce molto alte, quasi delle torri, ma di forma irregolare, alcune delle sommità delle quali sorreggono la colonna vertebrale enorme e lunghissima di un animale gigantesco, con le costole della gabbia toracica che si innalzano ad arco verso il cielo sullo sfondo, di un azzurrino tenue.

    Dove è finita l’avventura? Tra tecnologia, narrazione e cura di sé

    16/09/2026
    Un’illustrazione a colori che raffigura uno scheletro seduto su una duna davanti a un cielo nuvoloso, quasi di profilo, che regge nella mano destra il proprio teschio che sembra guardare lo spazio sopra il collo da cui manca.

    Perché abbiamo smesso di chiederci chi siamo

    06/05/2026

    Racconta la tua storia per scoprire chi sei

    07/04/2023
  • Psiche

    “La Stranezza” e le bombe che fanno esplodere la realtà

    18/11/2022 /

    La Stranezza, il bel film di Roberto Andò, è occasione per ricordare il teatro e il mondo concettuale di Pirandello, che ci parla di incomunicabilità, di una verità inafferrabile che si moltiplica quanti sono i punti di vista, del miracolo della creazione artistica, ma induce anche a qualche riflessione sul valore terapeutico del teatro

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    Raffaella Crosta 0 commenti

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    Una foto in bianco e nero che ritrae le gemelle Kessler, una di fianco all'altra, mentre ballano e cantano.

    La sindrome di Enrico IV e la scelta delle gemelle Kessler

    21/01/2026

    A piccole dosi la depressione non fa male: aiuta la rinascita

    03/04/2018

    Non riesco a scegliere e forse è meglio così

    14/10/2021
  • Attualità

    Vado anche in piazza, per cercare me stesso

    10/11/2021 /

    Molti dei dimostranti NoVax e NoPass sembrano cercare nella protesta una loro identità. Il malessere diffuso si esprime in molti modi, ma il trauma del Covid può anche liberare nuove energie e aprire a insperati sviluppi futuri.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Il DNA scopre chi è il padre ma non è una bella scoperta

    19/06/2019
    Una foto che ritrae una stampa di una illustrazione di Pietro Dell’aquila (1650-1692) raffigurante, al centro, Ercole, in ginocchio sulla gamba sinistra, con la destra portata in avanti e piegata, chino, mentre regge sulla schiena, tenendolo con le braccia (il braccio sinistro esteso dietro la schiena, il destro sopra la testa china) il globo terrestre. Alla sua sinistra c’è un uomo quasi sdraiato per terra, che sorregge col braccio destro un globo a maglie di legno; alla sua destra c’è un altro uomo, più anziano, anch’egli quasi sdraiato per terra, che regge col braccio sinistro una tavola da disegno su cui sta tracciando un cerchio con un compasso che regge con la mano destra.

    Per non perdersi nella vita di tutti i giorni può servire anche una serie tv

    29/12/2023
    Una fotografia che ritrae bambini palestinesi tra le macerie di un edificio.

    Tra torto e ragione non c’è via d’uscita

    10/11/2023
  • Attualità

    Solo un estraneo potrà salvarmi

    02/11/2021 /

    In una metafora in cui estraneità e identità perdono i loro chiari confini perché l’una ha, in qualche misura, bisogno dell’altra, sembra di assistere al crollo di qualche certezza: chi è straniero? Cosa vuol dire identità? Ma soprattutto: la seconda ha senso senza la prima?

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    Alcesti Alliata 0 commenti

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    30/12/2020
    Una foto in bianco e nero, orizzontale, che ritrae di spalle un vecchio signore alto che cammina tenendo per mano un bambino molto piccolo in mezzo a una strada sgombra con pavè e pietre bianche.

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    20/05/2026

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    In tutti noi si nasconde un piccolo camaleonte

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    16/09/2016
    Un'illustrazione che raffigura un pannello per scritte luminose scorrevoli composto da tante lucine, per la maggior parte spente, di colore grigio scuro; quelle accese sono rosse e formano la scritta «matta».

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    22/07/2026
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    Governo del cambiamento? Sarà. A me pare governo della paura

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    “Ricerca del nemico e vittimismo producono la sindrome di accerchiamento. Il vero cambiamento sarebbe una società aperta, proiettata verso il futuro

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    Giampietro Savuto 1 commento

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    29/10/2025
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    22/12/2023
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