Un'energia straripante, due matrimoni falliti e un successo finanziario che supera persino quello del padre, un grande manager che l'ha abbandonata a 22 anni. Eppure, dietro la ricerca spasmodica del rischio e il lusso esibito come un'armatura, ogni scelta della protagonista è un dialogo silenzioso con lui. Una riflessione profonda sul bisogno di dimostrare il proprio valore e sulla paura di scoprirsi fragili davanti al passato.
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L’Ingegnere e il crollo del futuro programmato
Per l’ingegner Angelo la vita era una sequenza perfetta di scadenze, promozioni biennali e rapporti sessuali metodici. Ma quando l’imprevisto rompe il meccanismo e una promozione viene negata, l’ordine cosmico vacilla e il corpo va in pezzi tra fobie e ossessioni. Dietro la corazza di regole e orari si nasconde la paura più grande: l’onda d’urto di una passionalità incontrollabile.
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Il bulimico affettivo e la paura della libertà
A cinquant’anni l’architetto dice basta: dopo una giovinezza sacrificata ad accudire una madre ingrata, si lancia in un’abbuffata famelica di sesso, bugie e relazioni clandestine. Ma la libertà, quando fa paura, diventa una trappola. Tra colpe da espiare, conti non pagati con l’analista e il ritratto speculare di Lisabetta, una profonda riflessione su chi baratta la propria vita pur di non crescere.
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Siamo sicuri che la verità a tutti i costi sia l’unica via?
Esiste una sola realtà, una sola verità, o ne esistono tante? La nostra capacità di raccontare storie ci aiuta a pensare a un mondo in cui non ci sono verità immutabili, “Verità” con la maiuscola, ma in cui sicuramente possiamo permetterci di nutrire la Speranza.
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L’armatura di Agilulfo: quando la solitudine protegge dal vuoto interiore
Ci sono persone con vite di successi alle spalle che, giunte alla soglia dei sessant’anni, si Isolano progressivamente, recidono i legami sociali e affettivi, si rifiutano al dialogo, si chiudono al futuro. Dobbiamo cercare di aprire quella loro corazza e di richiamarli alla vita di relazione? O rischiamo di trovare solo vuoto sotto quel loro guscio difensivo?
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È nata una nuova professione: istruttore di violenza. Ce n’era bisogno?
Uno studente di ingegneria di buona famiglia milanese si è inventato la professione di “istruttore” di violenza per giovani sbandati, alle cui feroci aggressioni ama assistere. In questo modo si protegge dalla propria aggressività, che avverte pericolosa, facendola agire ad altri, che diventano sue protesi

















