Una foto che ritrae una giovane donna che si tocca il seno sinistro, coperto da un reggiseno.
La sirena racconta

Fiorella e le strade tortuose del desiderio

Cresciuta all’ombra di una madre troppo ingombrante, Fiorella si è sempre nascosta in maglioni informi e in un matrimonio grigio. Quando decide di regalarsi un seno nuovo, il risveglio della sua femminilità scatena fantasie che minacciano di distruggere tutto. Una storia profonda e ironica sul corpo che parla, sulla paura di desiderare e sul prezzo della libertà.

Fiorella ha avuto una madre bellissima e sensuale, ossessivamente intenta alla cura del proprio corpo, con la cui femminilità lei non poteva competere. E allora si ritirava, protestava trascurandosi, reprimeva i propri desideri, si nascondeva sotto l’ampiezza di maglioni informi che rendevano il suo corpo simile a un fagotto.

Quando si sposa, sceglie l’ordine di un matrimonio decoroso ma grigio, senza slanci, senza passione: tutto doveri familiari, routine, figli da allevare. E i figli arrivano, due, da curare ed educare, mentre il marito assolve scrupolosamente il ruolo di capo famiglia occupandosi di tutti gli aspetti pratici della vita in comune. Lei lo descrive come un uomo sicuro, forte, decisionista, dominante, di fronte a una donna insicura che si nasconde, che si tira indietro. Si sforza di esprimere ammirazione e riconoscenza quando parla di lui, ma le sue parole hanno un suono falso.

Fiorella si era negata al piacere per tutta la vita: adolescente rispetto a una madre troppo seducente prima, moglie insoddisfatta di un marito troppo perfetto poi. Spaventata dalle proprie emozioni, aveva rinunciato a competere e scelto la strada della tranquillità e della sicurezza. Ma ecco che a un certo punto la voglia di vivere repressa straripa e il corpo, silente tanto a lungo, reclama i suoi diritti: Fiorella decide di regalarsi un seno nuovo, perfetto nelle proporzioni, turgido e sodo. Questo oggetto delle sue brame, miracolo della chirurgia estetica, non è il seno che allatta, simbolo di maternità, ma è simbolo di piacere, di desiderio.

Con l’intervento è come se la signora si fosse svegliata da un lungo sonno: finalmente si sente femmina, per la prima volta veramente desiderabile, si toglie gli occhiali scuri come si toglie una maschera e inizia a cercare il desiderio nell’occhio dell’altro. Le fantasie sessuali che il seno ha scatenato portano Fiorella lontano dal marito, che le appare inadeguato a soddisfarle, e questo la eccita, ma la spaventa anche: il corpo parla e la sua voce mette paura, il desiderio di vita non si lascia spegnere.

Ma il matrimonio scricchiola e i coniugi finiscono da un terapeuta della coppia. Frastornata, impaurita dalla violenza delle sue emozioni, Fiorella vorrebbe essere rassicurata e forse tornare a essere la bella addormentata che si balocca con la sua vita di mogliettina fedele, di madre sollecita, oppure essere aiutata a dare una svolta radicale alla propria esistenza. Intanto ha messo all’angolo il marito: nonostante gli sforzi per apparire disinvolto, emerge il suo disorientamento, la paura dell’abbandono. Non può nemmeno esprimerle il proprio apprezzamento senza innervosirla. Infatti lei diventa immediatamente sospettosa: «Allora prima non ti piacevo! Solo il chirurgo mi ha reso accettabile ai tuoi occhi!»

Il seno sembra acquisire vita propria: non più un particolare anatomico armoniosamente inserito in un corpo, ma un oggetto di desiderio a sé stante, capace di coagulare fantasie e paure, di alimentare sogni di libertà e sensi di colpa, di occupare la mente e ossessionare il pensiero.

Entrato prepotentemente a turbare la quotidianità della coppia, è diventato ingombrante e Fiorella comincia a mimetizzarlo tra ampi panneggi di tessuto. Sta forse ritornando l’adolescente insicura dai maglioni troppo ampi?

Il terapeuta cerca di aiutare i coniugi, ma dopo poche sedute i due interrompono gli incontri. «Come sarà finita?», si chiede lo psicologo. «La signora si è lasciata travolgere dalle sue pulsioni e ha preso la fuga verso nuove avventure di vita o è riuscita a trovare un equilibrio tra fantasie trasgressive e affetti familiari, in modo da immettere una nuova intensità emotiva nel rapporto coniugale?»

Passa il tempo e dopo alcuni mesi ecco che Fiorella ricompare. Poco è rimasto della femmina seducente dal magico seno che prorompe aggressivo dalla camicetta. Ora il maglioncino aderente rivela un busto appena segnato da due minuscole mammelle.

La signora è ricorsa ancora una volta ai prodigi della chirurgia estetica e si è fatta smontare l’oggetto dimostratosi così ingombrante e ingovernabile.

La storia di Fiorella può insegnare molto alle signore pronte a ricorrere al chirurgo. Perché non provare un magico reggiseno push up, molto più economico e senz’altro più pratico in caso di pentimenti?

Giampietro Savuto è direttore scientifico di FuoriTestata; Raffaella Crosta ne è la coordinatrice scientifica.

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