Uno studente di ingegneria di buona famiglia milanese si è inventato la professione di “istruttore” di violenza per giovani sbandati, alle cui feroci aggressioni ama assistere. In questo modo si protegge dalla propria aggressività, che avverte pericolosa, facendola agire ad altri, che diventano sue protesi
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Violenze in aumento tra i più giovani: che fine ha fatto il Super Io?
Episodi di violenza hanno spesso per protagonisti individui giovanissimi. La responsabilità viene data a un sistema educativo incapace di trasmettere valide regole morali. La libertà incontrollata genera paura e questa, a sua volta, suscita aggressività e depressione, due facce dello stesso disagio.
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Adolescenti aggressivi: genitori e insegnanti in cerca di identità
Genitori terrorizzati dai figli e insegnanti aggrediti dai loro allievi. La ribellione adolescenziale presenta oggi caratteri inediti e ha per bersaglio due istituzioni, famiglia e scuola, attualmente molto fragili.
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Caso Pelicot, l’orrore e il mistero
La vicenda di Gisèle Pelicot, nonostante tutti i tentativi di spiegazione e interpretazione, conserva qualcosa di misterioso che sfugge alla nostra comprensione. Quello che possiamo sicuramente affermare è che il controllo completo su un altro essere parla sempre di morte
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Omicidio Verzeni, nelle ossessioni dell’assassino la traccia del movente
Le aspirazioni fallite dell’assassino e la costruzione patologica di una storia che lo portasse alla fama e al successo che gli erano sfuggiti e a cui non voleva rinunciare
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Non serve la violenza per essere forti
La forza ha a che fare con la violenza? E la rabbia come la gestiamo? La strada per comprendere quello che la mente a volte rifiuta di guardare resta quella del maneggiare, del gestire, dell’avere sempre a che fare con quella parte di noi che meno conosciamo, che più vorremmo nascondere. E alla quale fatichiamo a dare un nome
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L’ombra della violenza e dell’aggressività accompagna ancora il disagio psichico
Un recente articolo del «Corriere» riporta le preoccupazioni del personale infermieristico del reparto psichiatrico dell’ospedale Sacco, temporaneamente trasferito presso l’analogo reparto del Fatebenefratelli. Tali preoccupazioni non riguardano eventuali disagi organizzativi, ma la paura nei confronti dell’aggressività e della violenza dei pazienti nei confronti dei sanitari, in conseguenza della maggiore concentrazione numerica. Stupisce che questa immagine di violenza venga accreditata da professionisti che dovrebbero promuovere l’integrazione sociale di chi soffre di disagio psichico, andando ad avallare il pregiudizio, ampiamente diffuso, della pericolosità del malato mentale
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Quella violenza che non è amore e diventa atto criminale
L’uccisione di Giulia Cecchettin, che tanto ha colpito l’immaginario collettivo, induce a riflettere sulle dinamiche di molti femminicidi. Donne che reagiscono a rapporti totalizzanti ed esclusivi, in relazioni che chiudono fuori il mondo dall’orizzonte della coppia, finiscono per diventare vittime di partner deboli, incapaci di vita autonoma, che hanno fatto di loro le proprie protesi.
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Giulia, tra silenzi e tanto rumore ci stiamo dimenticando del lutto
L’uccisione di Giulia Cecchettin ha catalizzato l’attenzione e alimentato la discussione, spesso polarizzando posizioni e punti di vista. Ma in questa urgenza di comunicare il nostro pensiero stiamo forse lasciando indietro ciò che conta


























