Se non ci può essere guarigione, a cosa serve e cosa è l’atto di cura? Una riflessione dalla psichiatria all’oncologia, che apre la strada a nuovi significati e azioni possibili
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La sofferenza? È un fatto culturale
Come si affronta e come si è affrontata nei secoli che ci hanno preceduto? Quando è successo che da fatto della vita è diventata malattia da curare? Avere a che fare con la sofferenza non è una scelta, ma il come farlo, come trattarla e considerarla, dipende da noi
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Siamo sicuri che i manicomi siano stati chiusi cent’anni fa?
A cento anni dalla nascita di Franco Basaglia è tempo di commemorazioni, ma anche di bilanci. I manicomi sono stati chiusi e nessuno ne ha certo nostalgia, ma il progetto di Basaglia è rimasto incompiuto: la cultura manicomiale, infatti, sopravvive in altre forme e continua a segnare l’assistenza psichiatrica.
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L’ombra della violenza e dell’aggressività accompagna ancora il disagio psichico
Un recente articolo del «Corriere» riporta le preoccupazioni del personale infermieristico del reparto psichiatrico dell’ospedale Sacco, temporaneamente trasferito presso l’analogo reparto del Fatebenefratelli. Tali preoccupazioni non riguardano eventuali disagi organizzativi, ma la paura nei confronti dell’aggressività e della violenza dei pazienti nei confronti dei sanitari, in conseguenza della maggiore concentrazione numerica. Stupisce che questa immagine di violenza venga accreditata da professionisti che dovrebbero promuovere l’integrazione sociale di chi soffre di disagio psichico, andando ad avallare il pregiudizio, ampiamente diffuso, della pericolosità del malato mentale
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Il diritto di potersi arrabbiare
Un episodio accaduto a un’ospite di una delle comunità Lighea apre una riflessione importante: una persona con diagnosi psichiatrica ha il diritto di arrabbiarsi come chiunque altro se subisce un comportamento che giudica irrispettoso? Quanto continuiamo ancora oggi a definire una persona per la sua malattia, il tutto con una parte?
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La fine della cura corre, bisogna fermarla
L’uccisione della psichiatra Barbara Capovani fa riflettere sullo stato di salute dei servizi di cura per il disagio psichico e sull’attenzione che manca alla persona, al suo benessere, alle sue capacità relazionali e alla possibilità che ha di avere un posto nel mondo
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Una notte movimentata in comunità
Una violenta lite notturna tra due ospiti di una comunità terapeutica, con l’intervento di una pattuglia di carabinieri. Cosa dovrebbe sapere chi è chiamato a intervenire in situazioni come queste? Quanto pesano i pregiudizi e gli stereotipi sulla malattia mentale?
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I “residui” non mancano mai
Il termine “carico residuale”, recentemente utilizzato per indicare i migranti a cui non è concesso lo sbarco dalle navi delle ONG ricorda molto l’espressione “residuo manicomiale”. Erano chiamati così gli ultimi, dimenticati abitatori dei manicomi. I “residui” cambiano un po’ di nome, restano esclusi.
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L’importanza di ascoltare quel che non c’è
Anche il battito del cuore, se ci pensiamo, fa una pausa per prendere “la rincorsa”. Tanto conta quello che, apparentemente, non c’è. Vale nelle nostre vite, vale nel lavoro dello psicologo e nell’ascolto dell’altro


























