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  • Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae due uomini che intrecciano reciprocamente le proprie mani in segno di affetto e supporto.
    Comportamenti

    Curare non sempre è possibile e non è tutto ciò che serve

    07/01/2026 /

    Se non ci può essere guarigione, a cosa serve e cosa è l’atto di cura? Una riflessione dalla psichiatria all’oncologia, che apre la strada a nuovi significati e azioni possibili

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Una illustrazione che mostra al centro, su sfondo giallo, due cuori: il primo, a sinistra, è un gomitolo caotico di filo, il secondo è fatto con lo stesso filo del primo che però ne definisce solo il contorno.

    Amore e Caos, da cui tutto ebbe inizio

    01/05/2024
    Una foto che ritrae una fila di impiegati e impiegate, vestiti tutti molto elegantemente e un po’ tutti alla stessa maniera, in posizione di partenza, chinati su un ginocchio piegato quasi fino a terra e l'latro, il destro, raccolto sotto il petto, sulle varie corsie di partenza di una pista da corsa di terra battuta rossa, inquadrata un po’ in diagonale.

    Al di là della competizione potremmo perfino scoprire chi siamo

    15/12/2023
    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae tanti manichini senza volto, verniciati di bianco, con la vernice un po' scrostata, graffiata o sporca in alcune parti, all'interno di una stanza dalle pareti intonacate di bianco sporco. Al centro ce n'è uno dalle fattezze femminili che indossa una maschera veneziana e un copricapo di lunghe piume fuxia; al suo fianco, sulla destra dell'inquadratura, ce n'è uno dalle fattezze maschili con un cappello nero in testa e una cravatta nera al collo.

    Il mio corpo sotto la lente: dimagrire per tornare “normale”

    27/08/2025
  • Una foto a colori, in formato panoramico, che ritrae da vicino un fischietto funebre azteco. Sembra essere di terracotta rossa, ha le sembianze di una testa di scimmia con le orecchie decorate da monili di forma prevalentemente circolare, la bocca spalancata in un urlo, il naso piccolo e due grandi occhi vuoti.
    Psiche

    La sofferenza? È un fatto culturale

    04/09/2024 /

    Come si affronta e come si è affrontata nei secoli che ci hanno preceduto? Quando è successo che da fatto della vita è diventata malattia da curare? Avere a che fare con la sofferenza non è una scelta, ma il come farlo, come trattarla e considerarla, dipende da noi

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    Massimo Buratti 4 Commenti

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    L’enigma dell’isolamento: Emily Dickinson e gli adolescenti ai tempi del Covid

    17/06/2022
  • Fotografia a colori, in formato paesaggio, che ritrae la facciata illuminata dalla luce mattutina di un edificio giallo su due piani con tante finestre dagli infissi rossi, alcune chiuse, altre no, e una scritta rossa che recita «La libertà è terapeutica» sulla facciata, sotto la fila di finestre più bassa, quella del primo piano. Davanti all’edificio c’è una strada con alcune automobili posteggiate, e ai suoi fianchi delle siepi e qualche albero. Alla destra dell’edificio ce n’è un altro simile al primo. Sullo sfondo c’è un paesaggio montano sotto un cielo azzurro e terso.
    Psiche

    Siamo sicuri che i manicomi siano stati chiusi cent’anni fa?

    05/06/2024 /

    A cento anni dalla nascita di Franco Basaglia è tempo di commemorazioni, ma anche di bilanci. I manicomi sono stati chiusi e nessuno ne ha certo nostalgia, ma il progetto di Basaglia è rimasto incompiuto: la cultura manicomiale, infatti, sopravvive in altre forme e continua a segnare l’assistenza psichiatrica.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    30/04/2022

    Una castagna matta sotto il cuscino guarisce più di una medicina a pera

    01/03/2017
  • Attualità

    L’ombra della violenza e dell’aggressività accompagna ancora il disagio psichico

    14/02/2024 /

    Un recente articolo del «Corriere» riporta le preoccupazioni del personale infermieristico del reparto psichiatrico dell’ospedale Sacco, temporaneamente trasferito presso l’analogo reparto del Fatebenefratelli. Tali preoccupazioni non riguardano eventuali disagi organizzativi, ma la paura nei confronti dell’aggressività e della violenza dei pazienti nei confronti dei sanitari, in conseguenza della maggiore concentrazione numerica. Stupisce che questa immagine di violenza venga accreditata da professionisti che dovrebbero promuovere l’integrazione sociale di chi soffre di disagio psichico, andando ad avallare il pregiudizio, ampiamente diffuso, della pericolosità del malato mentale

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Fotografia che ritrae l'angolo inferiore destro di un foglio di carta stazzonata appeso a un muro russo. Sul foglio qualcuno ha scritto a mano con un tratto nero "Am I good enough?"

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    19/07/2023

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    03/02/2021

    Il mistero dei cinquantenni no-vax: quando i figli danno l’esempio

    07/10/2021
  • Fotografia che ritrae, di profilo, una giovane donna che fronteggia un poliziotto gridandogli qualcosa con un'espressione arrabbiata.
    Psiche

    Il diritto di potersi arrabbiare

    28/07/2023 /

    Un episodio accaduto a un’ospite di una delle comunità Lighea apre una riflessione importante: una persona con diagnosi psichiatrica ha il diritto di arrabbiarsi come chiunque altro se subisce un comportamento che giudica irrispettoso? Quanto continuiamo ancora oggi a definire una persona per la sua malattia, il tutto con una parte?

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    Massimo Buratti 8 Commenti

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    Non serve la violenza per essere forti

    09/08/2024

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    08/02/2023

    Sono sicuro: c’è dietro un complotto ma non chiedetemi di dimostrarlo

    01/06/2017
  • Fotografia che ritrae un maglione nero e un cappello nero che fluttua nell'aria sopra lo stesso, davanti a un muro bianco su cui si proiettano le ombre del maglione e del cappello. Sembra di osservare un uomo invisibile.
    Attualità

    La fine della cura corre, bisogna fermarla

    19/05/2023 /

    L’uccisione della psichiatra Barbara Capovani fa riflettere sullo stato di salute dei servizi di cura per il disagio psichico e sull’attenzione che manca alla persona, al suo benessere, alle sue capacità relazionali e alla possibilità che ha di avere un posto nel mondo

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    Sarantis Thanopulos 0 commenti

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    Se siamo paralizzati dall’indecisione la monetina ci può salvare

    14/12/2017
    Un fotogramma dal film "Gli aristogatti" della Disney, che raffigura cinque gatti che si divertono a suonare diversi strumenti in un concerto improvvisato in una camera da letto molto piuttosto malandata.

    Il politicamente corretto che esclude invece di includere

    06/03/2024

    In ricordo di Umberto Veronesi, grande medico di famiglia

    21/11/2016
  • Psiche

    Una notte movimentata in comunità

    01/02/2023 /

    Una violenta lite notturna tra due ospiti di una comunità terapeutica, con l’intervento di una pattuglia di carabinieri. Cosa dovrebbe sapere chi è chiamato a intervenire in situazioni come queste? Quanto pesano i pregiudizi e gli stereotipi sulla malattia mentale?

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Una mano femminile su sfondo nero che lancia due dadi verso l'alto.

    Dobbiamo davvero cercare l’anima gemella?

    03/07/2024
    Una foto che ritrae una donna in un abito nero, che per forma somiglia un po’ a un saio da frate, inginocchiata al centro di una vasta area di terreno piatto e sabbioso, mentre si leva una maschera bianca dal viso reggendola con entrambe le mani e le braccia distese di fronte a sé. Ha la testa reclinata all’indietro e guarda al cielo. Alla sua destra c’è un arbusto basso, con pochi rami spogli, uno dei quali, in alto, sorregge un’altra maschera, nera, e un altro, più in basso, sorregge un alto cappello a cono, anch’esso nero. Alla sua sinistra, conficcati nel suolo, leggermente inclinati verso destra, ci sono due specchi che riflettono il cielo e il terreno desertico intorno, uno più basso e stretto, più vicino alla donna inginocchiata, e uno più alto e largo, leggermente curvato a mo’ di “5” rovesciato lungo l’asse verticale, più lontano di qualche metro. La donna e l’arbusto e tutti gli oggetti descritti proiettano sul terreno lunghe ombre orientate verso il lato destro dell’inquadratura. Sullo sfondo, in lontananza, quasi all’orizzonte, ci sono basse colline verdi e alberate. Sopra l’orizzonte c’è un cielo azzurro, cupo sulla destra dell’inquadratura, chiaro e illuminato invece dal chiarore del sole, fuori dall’inquadratura, sulla sinistra. La parte di cielo visibile è in parte coperta da una grossa nuvola, bianca sulla sinistra, dov’è illuminata dal sole, e più scura e minacciosa di pioggia sulla destra, dove non lo è.

    Da solo ritrovo me stesso

    19/12/2023

    La pratica rivoluzionaria dell’impotenza

    10/06/2022
  • Attualità

    I “residui” non mancano mai

    03/12/2022 /

    Il termine “carico residuale”, recentemente utilizzato per indicare i migranti a cui non è concesso lo sbarco dalle navi delle ONG ricorda molto l’espressione “residuo manicomiale”. Erano chiamati così gli ultimi, dimenticati abitatori dei manicomi. I “residui” cambiano un po’ di nome, restano esclusi.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    23/01/2017

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    14/04/2020

    Mi sento un pesce fuor d’acqua ma ora forse divento sardina

    19/12/2019
  • Psiche

    L’importanza di ascoltare quel che non c’è

    14/09/2022 /

    Anche il battito del cuore, se ci pensiamo, fa una pausa per prendere “la rincorsa”. Tanto conta quello che, apparentemente, non c’è. Vale nelle nostre vite, vale nel lavoro dello psicologo e nell’ascolto dell’altro

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Fotografia che ritrae una coppia, un uomo e una donna. Fanno colazione seduti a un tavolo bianco, entrambi hanno un’espressione annoiata e un po’ sognante, e guardano in direzioni opposte.

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    12/05/2023

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    23/05/2018
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