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  • Un fotogramma dal film “Oblomov” di Nikita Michalkov che ritrae l'omonimo protagonista, un nobile decadente e accidioso, sdraiato sul fianco destro su un divano, in pigiama, sonnecchiante.
    Psiche

    La sindrome di Elio: l’accidia come rifugio e rinuncia alla vita

    25/03/2026 /

    L’accidia è quella totale indifferenza verso le cose importanti, sia spirituali sia umane, che arriva a segnare un disagio importante, un profondo malessere esistenziale, ma che riguarda anche la nostra società e, in qualche modo, ognuno di noi.

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    Alice Pagani 0 commenti

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    Un fotogramma dal film “Ritorno al futuro” in cui si vede, sullo sfondo, un laboratorio con un macchinario pieno di interruttori, lucette e cavi che ne fuoriescono in una nebbiolina fumosa, in primo piano e di profilo ci sono Marty, il protagonista, sulla sinistra, e Doc, il coprotagonista, sulla destra, uno di fronte all’altro. Marty, con una ventosa appiccicata sulla fronte, dalla quale escono dei cavi sottili che vanno al macchinario, guarda con aria sbalordita e un po’ inebetita Doc, il quale a sua volta lo fissa con aria spiritata reggendo con entrambe le mani una sorta di ampio casco pieno di lucette che ha in testa, a sua volta collegato alla macchina sullo sfondo.

    Quale futuro per la cura del disagio psichico?

    08/11/2023
    Una fotografia a colori, in formato orizzontale, che ritrae un giovane seduto su una scatola di cartone, la più bassa di un mucchio abbastanza alto, dal quale sporge un po'. Il giovane ha la pelle scura, capelli lunghi, neri e folti, e la testa leggermente reclinata in avanti, la faccia tesa, con gli occhi chiusi, poggiata tra le mani unite tra loro.

    Giovani, una generazione infelice

    08/10/2024

    Il tradimento del figlio

    18/01/2023
  • Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae due mani femminili poggiate su un tavolo che reggono una foto che a sua volta ritrae una donna e un uomo che si abbracciano sorridendo e guardando verso l'obiettivo.
    Psiche

    Tutto quel che resta

    16/07/2025 /

    Che ruolo hanno nel nostro vivere il ricordo e la dimenticanza? Nella perdita, la paura più grande è quella di scordare, di essere scordati. Di non avere più un posto nel cuore.

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Illustrazione fatta in computer graphics con un uomo in doppiopetto, camicia bianca e cravatta che regge nella mano sinistra la propria faccia, mentre la sua testa rimane senza volto. E' in piedi in un paesaggio virtuale collinare, verde, con alberelli stilizzati bianchi ricoperti di citazioni. Sullo sfondo, sopra l'orizzonte del paesaggio, c'è un cielo blu e azzurro con molte nuvole rappresentate a cubetti.

    Je suis: ecco dove trovo la mia identità

    06/09/2023

    Il senso del cane per il suo padrone

    11/05/2022
    Un’illustrazione che raffigura, con tratti molto stilizzati, un gruppo di persone con cervelli diversi, rappresentati da diverse icone sulle loro teste.

    La vana ricerca del “neurotipico”: se l’etichetta sostituisce l’autoanalisi

    15/07/2026
  • Foto a colori, in formato 16:9, che ritrae da vicino una strada asfaltata con alcune crepe; da una spunta una margherita.
    Psiche

    Elogio dell’imperfezione

    10/04/2024 /

    Passiamo la vita a cercare di essere perfetti, ci sforziamo di corrispondere a un’idea di perfezione che – in realtà – poco ha a che fare con l’essere umano. Forse vale la pena guardarla per tempo, la vitalità dell’imperfezione

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    Massimo Buratti 2 Commenti

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    D’estate un film giusto può sostituire lo psicologo

    24/08/2019

    Mi sono innamorato di una bella isterica: una passione infernale

    23/05/2018
    Una foto in bianco e nero, in formato orizzontale, che ritrae, davanti a uno sfondo grigio scurissimo e granuloso, le mani di due uomini che stanno facendo il tiro alla fune; la fune, al centro, è tutta sfilacciata, e sta per spezzarsi: ne resta solo una fibra sottile.

    Conflitti e litigi: sono un modo per esorcizzare la paura della separazione?

    21/05/2025
  • Un fotogramma dal film di animazione "Wall-E" della Pixar: c'è un giovane uomo bianco molto grasso, in tuta attillata rossa, quasi sdraiato su una sedia avveniristica; parla con un suo simile nero grazie a uno schermo che fluttua davanti alla sua testa; Wall-E, il robottino protagonista del film, sporge la testa da dietro lo schienale della sedia osservando la scena.
    Comportamenti

    In-sistenza: come è successo che abbiamo smesso di esistere

    27/03/2024 /

    Un progressivo ritiro dalla vita: meno relazioni, meno occasioni sociali, giornate che passano sempre più spesso “in remoto”. Si perde l’esistenza stessa, il vivere fuori, con un rischio di implosione che sembriamo non considerare abbastanza

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae una scritta "Thank you" tracciata con un dito nella sabbia della battigia su una spiaggia davanti al mare.

    Quanto è importante imparare a dire grazie?

    17/09/2025

    Da Edipo a Telemaco: come è cambiato il rapporto padre-figlio

    09/04/2019

    Immature o predatorie: non ci sono più le nonne di una volta

    02/03/2017
  • Fotografia che ritrae un albero cresciuto sopra e attraverso una roccia, probabilmente allargandone le fenditure già presenti e forse in alcuni casi rompendola, al centro di una radura in un bosco.
    Psiche

    Mi spiace, non ho tempo per soffrire

    23/08/2023 /

    Sembra essere sempre più difficile avere a che fare con il lutto, il dolore e la morte. Come se non potessero far parte delle nostre vite, come se non ci fosse spazio per contattare quella parte di noi stessi

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Lo spazio che c’è tra ragione ed emozione

    02/11/2022
    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae sul lato sinistro e destro, in primo piano e fuori fuoco, di profilo, un uomo e una donna che si fronteggiano animatamente, dei quali si vedono solo i busti. Nello spazio tra i due busti, più lontana, c'è una bimba seduta a gambe incrociate su un divano grigio, che si tiene il viso tra le mani con la testa un po' reclinata in avanti e un'espressione triste.

    Matrimoni e figli, né sempre né mai

    23/10/2024

    Siamo tutti mezzi psicologi: quelli interi non servono più

    19/09/2016
  • Due volti di profilo, a sinistra quello di una statua di donna, a destra quello di un uomo
    Psiche

    Da Peter Pan a My Fair Lady, quando la separazione è un archetipo

    17/05/2023 /

    Prosegue la serie di racconti di separazioni. Anche se ogni separazione ha una storia assolutamente unica, perché unici sono i vissuti dei suoi protagonisti, è possibile individuare alcune tipologie ricorrenti che proviamo ad analizzare attraverso esempi liberamente ispirati a vicende reali, grazie anche ai contributi che ci avete inviato e che vorrete continuare a inviarci

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    Raffaella Crosta 0 commenti

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    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae a destra un uomo di profilo, col volto rivolto verso sinistra, la bocca spalancata in un urlo di rabbia, le mani aperte con le dita ad artigliare l'aria poco sotto la faccia, davanti a uno sfondo che da grigio chiaro in alto a sinistra diventa gradualmente grigio scuro in basso a destra.

    Da dove viene quest’ira?

    18/03/2026

    Soltanto se la chiamiamo per nome possiamo vincere la nostra paura

    16/09/2016

    Nel mondo senza più confini che fine fa l’infinito del poeta?

    09/08/2019
  • Fotografia che ritrae una coppia, un uomo e una donna. Fanno colazione seduti a un tavolo bianco, entrambi hanno un’espressione annoiata e un po’ sognante, e guardano in direzioni opposte.
    Psiche

    Siamo tutti Madame Bovary

    12/05/2023 /

    Inizia qui la serie di racconti di separazioni. Anche se ogni separazione ha una storia assolutamente unica, perché unici sono i vissuti dei suoi protagonisti, è possibile individuare alcune tipologie ricorrenti che proviamo ad analizzare attraverso esempi liberamente ispirati a vicende reali, grazie anche ai contributi che ci avete inviato e che vorrete continuare a inviarci

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    Raffaella Crosta 0 commenti

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    19/07/2017

    “…e tornare a divertirsi, naturalmente!”

    26/10/2022
    Un’illustrazione che raffigura il mito della caverna di Platone, con figure molto stilizzate, bianche e nere, tutte di profilo, su sfondi con varie tonalità di arancione. Da sinistra a destra ci sono un’alta colonna che reca in cima un braciere con una fiamma accesa; a destra di quella c'è un uomo in piedi, poco più basso della colonna, col volto rivolto a destra, che regge col braccio e la mano sinistra un bastoncino che hai in cima la sagoma di un uccello; a destra dell’uomo c’è una specie di muretto leggermente più alto di lui e poco più basso della colonna; il muretto separa il primo uomo da un secondo uomo che, a destra dello stesso, è in piedi, in posizione di combattimento, e guarda urlando l’ombra della sagoma dell’uccello che l’altro sorregge, proiettata dalla luce della fiamma sulla colonna contro la parete di fondo della caverna, di fronte a lui, evidentemente prendendola per un vero uccello, predatore e minaccioso.

    Platone e la rivoluzione dentro la caverna

    11/09/2024
  • Psiche

    Separazioni, le trame che ricorrono quando l’amore finisce

    05/05/2023 /

    Ogni separazione ha una storia assolutamente unica, perché unici sono i vissuti dei suoi protagonisti. Tuttavia, è possibile individuare alcune tipologie ricorrenti che proviamo ad analizzare attraverso esempi liberamente ispirati a vicende reali e ai racconti che vorrete inviarci

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae due matite, una bianca e una nera, disposte in orizzontale. La matita bianca è a sinistra, con la punta alla sua destra poggiata sopra la punta della matita nera, che sta a destra. La superficie su cui le due matite sono poggiate è nera sopra e bianca sotto le due matite stesse.

    Scoprire parti di sé con l’aiuto delle parole

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    Se al dolore non so che posto dare

    05/04/2023 /

    Dare una forma e un senso al proprio dolore sembra sempre più difficile, in una società che con la morte e la sofferenza riesce sempre meno a fare i conti”. Una società che non accoglie il limite e la fatica connessa, che fa del dolore una vergogna e una colpa.

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Adolescenti aggressivi: genitori e insegnanti in cerca di identità

    28/02/2025

    Contatto fisico, i limiti e i confini da rispettare

    08/03/2022
    Fotografia che ritrae un pupazzo di neve con una cinciallegra poggiata sulla "mano" del "braccio" destro, in realtà un rametto d'albero.

    Apologia dell’inutile

    20/10/2023
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