Un femminicidio che ha provocato un’ondata di indignazione e dolore e che presenta alcuni elementi ricorrenti nei casi di violenza sulle donne, ma anche caratteristiche uniche. Perché ogni storia, per essere compresa, ha bisogno di essere considerata nella sua complessità
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Per non perdersi nella vita di tutti i giorni può servire anche una serie tv
In una serie su Netflix un professore di filosofia e una classe di liceali sono alle prese con le questioni della vita. A cosa servono i grandi pensatori del passato?
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Da solo ritrovo me stesso
Lo sguardo dell’altro mi aiuta a definirmi ma può diventare una prigionia, una confusione di aspettative soddisfatte e deluse. E la solitudine, che poco sopportiamo, può essere la chiave per tornare a noi stessi e capire ciò che profondamente ci appartiene
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Quella violenza che non è amore e diventa atto criminale
L’uccisione di Giulia Cecchettin, che tanto ha colpito l’immaginario collettivo, induce a riflettere sulle dinamiche di molti femminicidi. Donne che reagiscono a rapporti totalizzanti ed esclusivi, in relazioni che chiudono fuori il mondo dall’orizzonte della coppia, finiscono per diventare vittime di partner deboli, incapaci di vita autonoma, che hanno fatto di loro le proprie protesi.
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L’uccisione di Giulia e le notti buie in cui fatichiamo a vedere la luce
Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha provocato una reazione molto forte nella società, un’ondata emotiva che cerca di dare una spiegazione alla morte inaccettabile di una ragazza di 22 anni. Nell’impossibilità di trovarne una, quel che facciamo è discutere tra noi, alla ricerca di un senso
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Solitudine, quando diventa una difesa
La nostra società tende a isolare gli individui, a renderli sempre più soli. Ma ci sono anche persone che non accettano il rischio che ogni vera relazione comporta e, pur lamentandosi della solitudine, finiscono per circondarsene come difesa nei confronti dell’ansia e della paura di venire ferite.
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Una battaglia contro il disamore
L’ultimo romanzo di Scott Spencer è un viaggio che parte dall’ossessione amorosa e passa per la definizione di sé, anche tramite il denaro e la posizione sociale. L’approdo, però, non può che essere quello del ritorno a se stessi
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La storia che finisce e la ricerca del guasto
Prosegue la serie di racconti e riflessioni sul tema delle separazioni. Anche se ogni separazione ha una storia assolutamente unica, perché unici sono i vissuti dei suoi protagonisti, è possibile individuare alcune tipologie ricorrenti che proviamo ad analizzare attraverso esempi liberamente ispirati a vicende reali, grazie anche ai contributi che ci avete inviato e che vorrete continuare a inviarci
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La fine della cura corre, bisogna fermarla
L’uccisione della psichiatra Barbara Capovani fa riflettere sullo stato di salute dei servizi di cura per il disagio psichico e sull’attenzione che manca alla persona, al suo benessere, alle sue capacità relazionali e alla possibilità che ha di avere un posto nel mondo


























