Lo sguardo dell’altro mi aiuta a definirmi ma può diventare una prigionia, una confusione di aspettative soddisfatte e deluse. E la solitudine, che poco sopportiamo, può essere la chiave per tornare a noi stessi e capire ciò che profondamente ci appartiene
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Quella violenza che non è amore e diventa atto criminale
L’uccisione di Giulia Cecchettin, che tanto ha colpito l’immaginario collettivo, induce a riflettere sulle dinamiche di molti femminicidi. Donne che reagiscono a rapporti totalizzanti ed esclusivi, in relazioni che chiudono fuori il mondo dall’orizzonte della coppia, finiscono per diventare vittime di partner deboli, incapaci di vita autonoma, che hanno fatto di loro le proprie protesi.
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L’uccisione di Giulia e le notti buie in cui fatichiamo a vedere la luce
Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha provocato una reazione molto forte nella società, un’ondata emotiva che cerca di dare una spiegazione alla morte inaccettabile di una ragazza di 22 anni. Nell’impossibilità di trovarne una, quel che facciamo è discutere tra noi, alla ricerca di un senso
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Solitudine, quando diventa una difesa
La nostra società tende a isolare gli individui, a renderli sempre più soli. Ma ci sono anche persone che non accettano il rischio che ogni vera relazione comporta e, pur lamentandosi della solitudine, finiscono per circondarsene come difesa nei confronti dell’ansia e della paura di venire ferite.
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Una battaglia contro il disamore
L’ultimo romanzo di Scott Spencer è un viaggio che parte dall’ossessione amorosa e passa per la definizione di sé, anche tramite il denaro e la posizione sociale. L’approdo, però, non può che essere quello del ritorno a se stessi
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La storia che finisce e la ricerca del guasto
Prosegue la serie di racconti e riflessioni sul tema delle separazioni. Anche se ogni separazione ha una storia assolutamente unica, perché unici sono i vissuti dei suoi protagonisti, è possibile individuare alcune tipologie ricorrenti che proviamo ad analizzare attraverso esempi liberamente ispirati a vicende reali, grazie anche ai contributi che ci avete inviato e che vorrete continuare a inviarci
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La fine della cura corre, bisogna fermarla
L’uccisione della psichiatra Barbara Capovani fa riflettere sullo stato di salute dei servizi di cura per il disagio psichico e sull’attenzione che manca alla persona, al suo benessere, alle sue capacità relazionali e alla possibilità che ha di avere un posto nel mondo
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È per me più di quanto lo sia io stessa
L’amore della letteratura è sofferenza, struggimento, una freccia scoccata nonostante tutto, a cui non ci si può sottrarre. Com’è che questa visione dell’amore si sposa con il quotidiano che viviamo?
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C’è solitudine e solitudine, impariamo a conoscerle
Con la dimensione della solitudine tutti i membri del genere umano devono misurarsi dal momento in cui entrano nell’età adulta come individui liberi, autonomi e responsabili. Altra cosa è la solitudine sociale che affligge il nostro tempo, in cui le relazioni umane sembrano impoverirsi, sempre più sostituite dai rapporti disincarnati offerti dai social


























