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  • Una foto che ritrae una donna in un abito nero, che per forma somiglia un po’ a un saio da frate, inginocchiata al centro di una vasta area di terreno piatto e sabbioso, mentre si leva una maschera bianca dal viso reggendola con entrambe le mani e le braccia distese di fronte a sé. Ha la testa reclinata all’indietro e guarda al cielo. Alla sua destra c’è un arbusto basso, con pochi rami spogli, uno dei quali, in alto, sorregge un’altra maschera, nera, e un altro, più in basso, sorregge un alto cappello a cono, anch’esso nero. Alla sua sinistra, conficcati nel suolo, leggermente inclinati verso destra, ci sono due specchi che riflettono il cielo e il terreno desertico intorno, uno più basso e stretto, più vicino alla donna inginocchiata, e uno più alto e largo, leggermente curvato a mo’ di “5” rovesciato lungo l’asse verticale, più lontano di qualche metro. La donna e l’arbusto e tutti gli oggetti descritti proiettano sul terreno lunghe ombre orientate verso il lato destro dell’inquadratura. Sullo sfondo, in lontananza, quasi all’orizzonte, ci sono basse colline verdi e alberate. Sopra l’orizzonte c’è un cielo azzurro, cupo sulla destra dell’inquadratura, chiaro e illuminato invece dal chiarore del sole, fuori dall’inquadratura, sulla sinistra. La parte di cielo visibile è in parte coperta da una grossa nuvola, bianca sulla sinistra, dov’è illuminata dal sole, e più scura e minacciosa di pioggia sulla destra, dove non lo è.
    Psiche

    Da solo ritrovo me stesso

    19/12/2023 /

    Lo sguardo dell’altro mi aiuta a definirmi ma può diventare una prigionia, una confusione di aspettative soddisfatte e deluse. E la solitudine, che poco sopportiamo, può essere la chiave per tornare a noi stessi e capire ciò che profondamente ci appartiene

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  • Una fotografia che ritrae da vicino il bagnasciuga di una spiaggia di sabbia con piccole conchiglie, rametti e sassolini. Al centro c'è una scritta tracciata nella sabbia con un dito, "I'm nothing without you" ("Senza te sono niente"), e destinata a essere cancellata dalla prossima onda abbastanza lunga.
    Attualità,  Psiche

    Quella violenza che non è amore e diventa atto criminale

    13/12/2023 /

    L’uccisione di Giulia Cecchettin, che tanto ha colpito l’immaginario collettivo, induce a riflettere sulle dinamiche di molti femminicidi. Donne che reagiscono a rapporti totalizzanti ed esclusivi, in relazioni che chiudono fuori il mondo dall’orizzonte della coppia, finiscono per diventare vittime di partner deboli, incapaci di vita autonoma, che hanno fatto di loro le proprie protesi.

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    Raffaella Crosta 0 commenti

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  • Un’illustrazione in cui ci sono due mucche munite di ali che svolazzano, una più lontana e da sinistra verso destra, l’altra più vicina e da destra verso sinistra, in un cielo azzurro, davanti a nuvole bianche.
    Attualità

    L’uccisione di Giulia e le notti buie in cui fatichiamo a vedere la luce

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    Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha provocato una reazione molto forte nella società, un’ondata emotiva che cerca di dare una spiegazione alla morte inaccettabile di una ragazza di 22 anni. Nell’impossibilità di trovarne una, quel che facciamo è discutere tra noi, alla ricerca di un senso

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  • Fotografia che ritrae da davanti un ragazzo in piedi, appoggiato con la schiena a un muro grigio. Indossa una felpa rossa col cappuccio alzato, ha la testa china col mento appoggiato sulle scapole e le mani infilate nelle tasche della felpa.
    Attualità

    Solitudine, quando diventa una difesa

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    La nostra società tende a isolare gli individui, a renderli sempre più soli. Ma ci sono anche persone che non accettano il rischio che ogni vera relazione comporta e, pur lamentandosi della solitudine, finiscono per circondarsene come difesa nei confronti dell’ansia e della paura di venire ferite.

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    Una foto che ritrae un ragazzo africano, con treccine in testa e qualche tatuaggio sul viso e sul dorso della mano destra, che guarda con espressione molto seria e assorta fuori dalla cella in cui è rinchiuso, affacciato alle sbarre del suo cancello, mentre alcuni compagni di cella, sullo sfondo, giocano a carte seduti sopra un letto.

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    Massimo Buratti 0 commenti

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