Una foto che ritrae una palizzata di legno consunto con un buco a forma di cuore dai contorni scheggiati a metà altezza, spostato sulla sinistra.
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Una battaglia contro il disamore

L’ultimo romanzo di Scott Spencer è un viaggio che parte dall’ossessione amorosa e passa per la definizione di sé, anche tramite il denaro e la posizione sociale. L’approdo, però, non può che essere quello del ritorno a se stessi

Un amore non corrisposto e mai dichiarato, un non detto che finisce per far deragliare due vite. Ma Un oceano senza sponde, l’ultimo romanzo di Scott Spencer, non merita attenzione tanto per la storia d’amore struggente che racconta, quanto per quel che dice di ognuno di noi, di come sia il disamore per sé, la scarsa consapevolezza e non tanto l’amore struggente e non corrisposto per l’altro a far deragliare.

Kip e Thaddeus sono amici di una vita, ma è la disparità nella loro relazione a essere protagonista fin dalle prime pagine del libro. Kip è consapevole di essere ossessionato dall’amico, ma non riesce ad accettare fino in fondo la profondità delle sue emozioni, tant’è che sarà costretto ad affrontarle sempre e solo con l’aiuto di se stesso. Thaddeus, invece, appare evitante nei confronti dell’intensità delle emozioni dell’amico, le nega, o comunque sembra voler sfuggire a un confronto diretto con questa. La disparità fra i due personaggi è in realtà duplice e speculare, sull’altro piano che definisce le loro identità, quello economico e sociale, perché Thaddeus è uno sceneggiatore in declino, che non vuole accettare di dover abbandonare lo stile di vita lussuoso al quale si era abituato, mentre Kip è un impiegato in una società di investimento e non ha difficoltà economiche. Sarà proprio questa seconda differenza, più palese e più facile da contattare, ma non meno dolorosa per quel che rappresenta interiormente, a far emergere la distruttiva complessità che già da tempo caratterizzava e si nascondeva nel legame fra i due.

Spencer, dopo Un amore senza fine, best seller internazionale amato e osannato e protagonista di ben due trasposizioni cinematografiche, nel 1981 e nel 2014, torna con questo romanzo a esplorare l’amore estremo e ossessivo.

Protagonista del testo diventerà poi proprio il disamore, che porta lontani da se stessi e in strade senza uscita: una prigione, in tutti i sensi. Ecco che allora è un altro l’amore che diventa protagonista e che poco ha a che fare con l’ossessione per l’altro.

La penna di Scott Spencer è delicata e brutale allo stesso tempo. È capace di descrivere le emozioni quotidiane con una precisione tipica di chi ha una forte necessità di far sentire la propria voce. E la sua è una voce che vale la pena sentire.

“Alle mie sorelle, ai miei amici, alla Corte, a ogni singola persona che è sola, con il cuore spezzato, resa folle dai ricordi, pilotata dal desiderio, emarginata, non fate quello che ho fatto io. Concedete al vostro amore non corrisposto sei mesi per raggiungere l’universo del reale; se a quel punto non è arrivato non arriverà mai. Quella donna non sente quello che sentite voi, quell’uomo non vi ricambia, e vi state distruggendo. Confessate la verità e voltate pagina, e se non potete confessare i vostri sentimenti allora uccideteli”.

"Ventenne, studia filosofia e frequenta un'accademia di scrittura. Vive con tanti, infiniti, immensi libri."

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