Dalle antiche categorie del “male di vivere” alla moderna frammentazione in infiniti disturbi: come l’eccesso di diagnosi sta trasformando gli inciampi naturali della vita in etichette cliniche, rubandoci la capacità di reagire.
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L’anestesia dell’anima: perché abbiamo trasformato il dolore in diagnosi
Dall'abuso del termine “trauma” alla proliferazione di nuove fobie e acronimi scientifici: perché la società moderna cerca un anestetico chimico per fuggire dalla frustrazione e dalle emozioni naturali della vita.
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Ma la diagnosi può essere una gabbia?
Se la diagnosi è imprescindibile nelle patologie mediche il tema diventa più complesso nei disturbi “dell’anima”. Come evitare i rischi di una diagnosi che diventa etichetta.
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Il diritto di potersi arrabbiare
Un episodio accaduto a un’ospite di una delle comunità Lighea apre una riflessione importante: una persona con diagnosi psichiatrica ha il diritto di arrabbiarsi come chiunque altro se subisce un comportamento che giudica irrispettoso? Quanto continuiamo ancora oggi a definire una persona per la sua malattia, il tutto con una parte?
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Dammi una diagnosi e ti dirò chi sono
Sempre più spesso si cerca di dare un nome al proprio malessere, per sentirsi come gli altri ma anche per avere un “protocollo di cura” certo e incontrovertibile da seguire
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Gli Usa hanno ucciso Lisa: è il fallimento di una società intera
E’ stata uccisa negli Stati Uniti Lisa Montgomery, 52 anni, cinquantatreesima donna a essere giustiziata dal governo federale degli USA. Era stata ritenuta colpevole, nel 2004, di un efferato omicidio: aveva sventrato una giovane donna incinta, estraendone il feto all’ottavo mese (oggi è una adolescente che vive con il proprio padre), rivendicandone la maternità. Dio santo, mi sono detta, ma chi può fare una cosa del genere? Allora sono andata a leggermi la sua storia. Una storia da pugno nello stomaco, in cui quando pensi che non possa andare peggio, il peggio arriva in tutta la sua distruttività. Secondo quanto racconta il dettagliato articolo dell’Huffington Post, gli abusi contro di lei…
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Cosa è successo nella testa di Trump?
Il 6 gennaio 2021 Capitol Hill, sede del Congresso americano e simbolo di democrazia, è stato preso d’assalto da centinaia di sostenitori di Donald Trump che protestavano perché le elezioni, vinte da Joe Biden, sarebbero state truccate. Il presidente uscente, Donald Trump, è ritenuto da molti il diretto responsabile di questo scempio, con le sue dichiarazioni che avrebbero alimentato la rivolta. E’ diventato matto? Ecco quattro chiavi per cercare di entrare nel suo cervello. Risponde Raffaella Crosta, psicologa e psicoterapeuta Come ha potuto un individuo clownesco, dal ciuffo di un improbabile color paglia, fomentare una caricaturale, ancorché drammatica e potenzialmente eversiva, presa della Bastiglia? Guardando alle vicende americane dall’altra parte…
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Dottore voglio una diagnosi così capisco chi sono
Oggi tutti chiedono di classificare carenze e disturbi quasi fosse la psicopatologia a dare consistenza alla persona
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Ha commesso un gesto folle ma attenzione: non è matto
Il matto, quello vero, ha una diagnosi psichiatrica prima e non dopo il crimine commesso


























