La nostra società sembra animata da un “furor curandi” che trasforma ogni comportamento anomalo di bambini e adolescenti in un sintomo di competenza dello specialista della psiche. Questa tendenza alla delega non spinge genitori e educatori allo sforzo di comprendere né aiuta i giovani soggetti a prendere maggiore consapevolezza di sé.
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Non abbiate paura della routine
Riti che si ripetono, gesti di cura e manutenzione del quotidiano. Tutto questo, ormai troppo spesso, viene associato a mancanza di senso, noia, immobilismo. Ma nella affannosa ricerca di novità rischiamo di scambiare la sbornia con la degustazione, la sensazione del momento con il suo senso profondo.
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Ma la diagnosi può essere una gabbia?
Se la diagnosi è imprescindibile nelle patologie mediche il tema diventa più complesso nei disturbi “dell’anima”. Come evitare i rischi di una diagnosi che diventa etichetta.
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La sofferenza? È un fatto culturale
Come si affronta e come si è affrontata nei secoli che ci hanno preceduto? Quando è successo che da fatto della vita è diventata malattia da curare? Avere a che fare con la sofferenza non è una scelta, ma il come farlo, come trattarla e considerarla, dipende da noi
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Quando ho scoperto la lentezza ho ripreso a camminare al mio passo
Un elogio della lentezza, che permette di entrare nelle cose, di farne esperienza piena, di scoprire la dignità e la bellezza di trovare noi stessi, di scoprire che in fondo andiamo bene così come siamo, inseguendo il modello che vediamo lentamente crescere in noi
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Pensarsi ed essere pensati, dov’è il cuore del cibo?
Nel dilagare dei servizi di “food delivery”, tra pasti pronti e app che fanno la spesa al posto nostro, mettiamo forse da parte qualcosa che ci appartiene. Mentre risparmiamo il tempo dedicato al cibo, cosa ci perdiamo?
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Dolore, il diritto all’ascolto che ancora non c’è
Negli ultimi anni l’attenzione al trattamento del dolore è cresciuta e nella malattia oncologica o nel fine vita si riesce a rispondere in modo efficace per lenire le sofferenze. Ma la strada è ancora lunga per il dolore di chi deve convivere con la malattia mentale.
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La fine della cura corre, bisogna fermarla
L’uccisione della psichiatra Barbara Capovani fa riflettere sullo stato di salute dei servizi di cura per il disagio psichico e sull’attenzione che manca alla persona, al suo benessere, alle sue capacità relazionali e alla possibilità che ha di avere un posto nel mondo
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Non avere paura dell’ansia, può esserti amica
Preoccupazione e inquietudine ci accompagnano sempre e da sempre, ma tendiamo ad associarle a qualcosa di concreto: ci preoccupiamo per il futuro, la salute, i soldi, i figli o di tutto quello che viviamo in quel momento. Che ci sia un altro modo per vivere il quotidiano?


























