La settimana dedicata alla Salute Mentale, da poco conclusa, ha evidenziato maggiore attenzione a un passato drammatico piuttosto che alla progettazione del futuro. Di fronte a un disagio psichico in aumento e a servizi sicuramente insufficienti sul piano numerico e spesso inadeguati su quello qualitativo, è necessario coinvolgere gli operatori del settore in un serio dibattito su modelli di intervento terapeutico, forme di assistenza e strategie riabilitative
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Il diritto di potersi arrabbiare
Un episodio accaduto a un’ospite di una delle comunità Lighea apre una riflessione importante: una persona con diagnosi psichiatrica ha il diritto di arrabbiarsi come chiunque altro se subisce un comportamento che giudica irrispettoso? Quanto continuiamo ancora oggi a definire una persona per la sua malattia, il tutto con una parte?
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Chi ha paura del matto cattivo?
Un recente, tragico fatto di sangue ha riacceso l’attenzione sulla malattia mentale e la presunta pericolosità del paziente psichiatrico. Nelle animate discussioni è sembrato a volte di avvertire una certa nostalgia dell’istituto manicomiale. Potrebbe invece essere l’occasione per pensare a una riorganizzazione dei servizi psichiatrici che rimedi a vecchie inadempienze e realizzi promesse tradite.
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La fine della cura corre, bisogna fermarla
L’uccisione della psichiatra Barbara Capovani fa riflettere sullo stato di salute dei servizi di cura per il disagio psichico e sull’attenzione che manca alla persona, al suo benessere, alle sue capacità relazionali e alla possibilità che ha di avere un posto nel mondo
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Se è violento non è detto che sia matto
Una fantasia “folle” induce a riflettere sul pregiudizio che attribuisce a chi soffre di disagio psichico una particolare propensione all’aggressività e alla violenza
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“La Stranezza” e le bombe che fanno esplodere la realtà
La Stranezza, il bel film di Roberto Andò, è occasione per ricordare il teatro e il mondo concettuale di Pirandello, che ci parla di incomunicabilità, di una verità inafferrabile che si moltiplica quanti sono i punti di vista, del miracolo della creazione artistica, ma induce anche a qualche riflessione sul valore terapeutico del teatro
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Non chiamatela malattia mentale. Ma ascoltatela
Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo da parte dell’AIEmm (Associazione per l'Integrazione e contro l'Emarginazione del malato mentale) dopo i recenti fatti di cronaca che hanno riacceso il faro sul tema del disagio psichico e della sua cura
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Si può misurare la sofferenza?
Una crisi d’angoscia, la richiesta di un ricovero e la risposta – distratta – del sistema. Cosa significa valutare un sintomo? Cosa succede a una persona che soffre e sente di non essere presa sul serio?
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L’importanza di ascoltare quel che non c’è
Anche il battito del cuore, se ci pensiamo, fa una pausa per prendere “la rincorsa”. Tanto conta quello che, apparentemente, non c’è. Vale nelle nostre vite, vale nel lavoro dello psicologo e nell’ascolto dell’altro


























