Quando l’esperienza arriva già “scritta”, rischia di perdere la sua forza trasformativa: la mediazione del racconto altrui può, da una parte, offrire protezione e orientamento, ma dall’altra ridurre progressivamente lo spazio per sorprendersi e desiderare. Tra protezione e controllo, si gioca la possibilità di lasciare spazio a qualcosa di vivo.
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Oltre l’orrore: quando crolla l’idea stessa di genitorialità
Il caso della madre romana condannata per abusi sul figlio costringe a interrogarsi non solo sul crimine, ma su un vuoto più profondo: la frattura dell’immagine stessa della cura, tra disorientamento morale e rischio di assuefazione all’inaudito.
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Ansia da etichetta: quando ogni bambino diventa un caso clinico
La nostra società sembra animata da un “furor curandi” che trasforma ogni comportamento anomalo di bambini e adolescenti in un sintomo di competenza dello specialista della psiche. Questa tendenza alla delega non spinge genitori e educatori allo sforzo di comprendere né aiuta i giovani soggetti a prendere maggiore consapevolezza di sé.
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Crans Montana, la morte del figlio
La tragedia di Crans Montana ha suscitato profonda commozione: la morte di un figlio è una ferita che il tempo non rimargina, una mutilazione del futuro. L’evento è tanto innaturale che il dolore non trova le parole per esprimersi, non può essere detto.
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Vuoi più bene alla mamma o al papà?
Figli di fronte alla separazione dei genitori: tentativi di spiegazione, richieste di complicità, sforzi di comprensione, sensi di colpa.
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Crescere è tutta una questione di chiavi
Il materno è il mondo dal quale proveniamo e il paradiso perduto per il solo fatto di essere nati; il paterno invece è la sfida, l’atto del cuore (coraggio) di confrontarci con le nostre peggiori paure, di andare oltre. Come tutto questo si è perso nella generazione dei genitori contemporanei? E cosa significa, per i figli?
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Matrimoni e figli, né sempre né mai
Si può cessare di essere mogli e mariti, non di essere madri e padri. La presenza di figli crea un legame che nessun divorzio può veramente rompere. Gli ex coniugi possono separare i percorsi di vita, non rinunciare a svolgere la funzione genitoriale che li accomuna. Riconoscere questa realtà potrebbe placare l’ansia abbandonica di tanti ragazzi.
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Caino può essere un bravo padre. È giusto togliergli il figlio?
Quasi tutti hanno applaudito la sentenza che ha dato in adozione il figlio della "coppia dell’acido". Ecco una voce fuori dal coro























