Oggi il termine “red flag” è parte del linguaggio comune, ma la sua diffusione ha trasformato il bisogno di protezione in una difesa ipervigilante. Quando interpretiamo ogni difetto dell’altro come un segnale tossico, la relazione smette di essere un’esperienza da costruire e diventa un problema da gestire.
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Orecchio che non sente, cuore che non duole
Sembra sia andata perduta la pazienza di ascoltare. Nel dibattito pubblico il confronto dialettico si trasforma in rissa verbale, in ambito familiare il dialogo intergenerazionale si fa sempre più difficile, anche a causa della tendenza alla velocizzazione del linguaggio giovanile, che impedisce di fermarsi a riflettere sui significati. Il difetto di ascolto arriva a coinvolgere anche la classe medica, mentre l’attenzione alle parole del paziente è condizione indispensabile per stabilire una relazione terapeutica efficace.
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Il politicamente corretto che esclude invece di includere
Il linguaggio politicamente corretto nasce per non discriminare le minoranze e farle sentire accolte e incluse, evitando qualsiasi offesa verso qualunque categoria. Ma la percezione che si sta diffondendo è che, più che un linguaggio di inclusione, sia diventato una gogna che punisce ed esclude tutte quelle persone che, provocatoriamente o inavvertitamente, non si adeguano ai suoi dettami
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Vita, istruzioni per l’uso
Si moltiplicano i libri che promettono la soluzione di problemi complessi in 10…12…15… semplici mosse. Il successo di questa precettistica fa pensare a lettori disorientati, in cerca di ricette che plachino la loro ansia
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Un tradimento che diventa spettacolo e l’incapacità di dare un nome alla rabbia
Un video diventato virale, una festa di matrimonio trasformata in un tribunale d’accusa alla promessa sposa fedifraga. Ma a chi e a cosa serve l’umiliazione inflitta alla donna?
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La fine della cura corre, bisogna fermarla
L’uccisione della psichiatra Barbara Capovani fa riflettere sullo stato di salute dei servizi di cura per il disagio psichico e sull’attenzione che manca alla persona, al suo benessere, alle sue capacità relazionali e alla possibilità che ha di avere un posto nel mondo
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Zelensky e la “guerra” delle parole
Un’oratoria appassionata che tocca le corde sensibili ai diversi interlocutori, muove sentimenti ed emozioni e suscita empatia. Il “racconto” del conflitto da parte del presidente ucraino è una campagna mediatica molto riuscita, ma non solo
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Molti pagheranno con la vita un errore di rassicurazione
Come mai la gente non si fida di un vaccino se gli effetti negativi sono comunque inferiori ai benefici?
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Il teatro della vita ha bisogno di spettatori in presenza
Non esiste comunicazione, né sviluppo, né crescita, senza un rapporto diretto tra attore e spettatore


























