Kafka scrisse una famosa “Lettera al padre”, un atto d’accusa vero e proprio. Che padre sono? Cosa mi direbbe mio figlio oggi? E, ancora, cosa vorrei dire a lui? Forse, gli parlerei attraverso il mito
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“Ho visto cose…”: resoconto fedele di una settimana di vacanza con sei adolescenti
Afflitto da profondo senso di commiserazione per i miei poveri figli, vittime di un anno trascorso tra lockdown, zone rosse, gialle, arancioni, didattica a distanza, ho pensato di concedere loro una settimana di vacanza con gli amici più cari, nostri ospiti. Mi sono così ritrovato in una famosa località marina toscana, in un appartamento affittato a caro prezzo per l’occasione, con sei adolescenti, tre fanciulle di 15 anni e tre ragazzi di 17. Ciò mi ha permesso di osservare da vicino la quotidianità di tali esseri misteriosi. Risultato: mi è sembrato di gestire da solo una “comunità terapeutica” senza, ahimè, l’autorità che compete a un direttore di comunità. Non solo:…
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Quando faccio il papà smetto di fare lo psicologo
Quando le parole non servono perché non c’è ascolto, occorre un gesto di rottura; al limite, uno scapaccione
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Isabella ovvero la figlia del re di Spagna. Storia di un delirio
Il caso di una ragazza che, dopo il suicidio del padre, si convince di essere la figlia del re di Spagna.











