Ci sono persone con vite di successi alle spalle che, giunte alla soglia dei sessant’anni, si Isolano progressivamente, recidono i legami sociali e affettivi, si rifiutano al dialogo, si chiudono al futuro. Dobbiamo cercare di aprire quella loro corazza e di richiamarli alla vita di relazione? O rischiamo di trovare solo vuoto sotto quel loro guscio difensivo?
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I “residui” non mancano mai
Il termine “carico residuale”, recentemente utilizzato per indicare i migranti a cui non è concesso lo sbarco dalle navi delle ONG ricorda molto l’espressione “residuo manicomiale”. Erano chiamati così gli ultimi, dimenticati abitatori dei manicomi. I “residui” cambiano un po’ di nome, restano esclusi.
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L’enigma dell’isolamento: Emily Dickinson e gli adolescenti ai tempi del Covid
Una delle storie dell’Almamatto è quella della poetessa americana che a 25 anni decide di chiudersi nella casa del padre. Un isolamento volontario, il suo, che non le impedisce di scrivere le sue poesie straordinarie e intense. Un rifiuto del mondo esterno che ricorda quello di moltissimi adolescenti che decidono di chiudersi, escludendo dalla loro vita il dialogo con l’altro
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Se il Covid diventa una scusa per isolare i malati psichici
Quando i protocolli finiscono per discriminare ulteriormente i pazienti con problemi mentali
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Adolescenti e quarantena: dietro la porta quanto crescono!
Quelli sufficientemente sani hanno iniziato a muoversi con la mente per superare l’immobilità del corpo














