Ester, una giovane paziente, mi ricorda Bella, la protagonista del film “Povere creature” del regista Yorgos Lathimos. Come lei mi è apparsa senza radici, senza storia familiare, inconsapevole e indifesa, priva di identità, incapace di raccontarsi e di riconoscersi in una propria narrazione. Molte ragazze che vengono in terapia hanno caratteristiche analoghe: sono creature infantili in corpi di donna
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In viaggio verso l’autonomia tra solitudine, presenza e controllo
Il cammino verso l’autonomia e l’indipendenza passa attraverso la costruzione, spesso molto faticosa, di una presenza interna, di un “oggetto interno” che non ci faccia sentire soli. E questo vale per chi compie il cammino tanto quanto per chi lo accompagna. Che con quella costruzione deve aver già avuto a che fare.
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Dammi una diagnosi e ti dirò chi sono
Sempre più spesso si cerca di dare un nome al proprio malessere, per sentirsi come gli altri ma anche per avere un “protocollo di cura” certo e incontrovertibile da seguire
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Il corpo non mente
Spesso il linguaggio verbale nega ciò che il linguaggio del corpo rivela. Posture, gesti, espressioni del volto, tic, modulazione della voce molto ci dicono dei nostri interlocutori. Durante le sedute di psicoterapia, il modo in cui i pazienti si pongono contraddice talvolta quanto affermano, aprendo una crepa nelle loro difese
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È preziosa la capacità delle mamme di chiedere aiuto
E se fosse proprio questo il segreto che storicamente permette alle donne di difendere le prole nelle emergenze più drammatiche?














