La tragedia di Crans Montana ha suscitato profonda commozione: la morte di un figlio è una ferita che il tempo non rimargina, una mutilazione del futuro. L’evento è tanto innaturale che il dolore non trova le parole per esprimersi, non può essere detto.
-
-
E tu da che parte vai? Quando scegliere (o non scegliere) racconta chi sei
Scegliere implica una responsabilità che ci mette nel bel mezzo di una solitudine esistenziale, con cui possiamo imparare a fare i conti; non scegliere, d’altra parte, può paralizzarci in un eterno presente, spaventosamente senza memoria.
-
Giulia, tra silenzi e tanto rumore ci stiamo dimenticando del lutto
L’uccisione di Giulia Cecchettin ha catalizzato l’attenzione e alimentato la discussione, spesso polarizzando posizioni e punti di vista. Ma in questa urgenza di comunicare il nostro pensiero stiamo forse lasciando indietro ciò che conta
-
Mi spiace, non ho tempo per soffrire
Sembra essere sempre più difficile avere a che fare con il lutto, il dolore e la morte. Come se non potessero far parte delle nostre vite, come se non ci fosse spazio per contattare quella parte di noi stessi
-
Se al dolore non so che posto dare
Dare una forma e un senso al proprio dolore sembra sempre più difficile, in una società che con la morte e la sofferenza riesce sempre meno a fare i conti”. Una società che non accoglie il limite e la fatica connessa, che fa del dolore una vergogna e una colpa.














