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  • Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae i famigliari di una delle ragazze morte nella tragedia di Crans Montana mentre osservano con espressioni addoloratissime la bara in cui è riposta, esposta tra fotografi e altre persone nella via di una città.
    Attualità

    Crans Montana, la morte del figlio

    04/02/2026 /

    La tragedia di Crans Montana ha suscitato profonda commozione: la morte di un figlio è una ferita che il tempo non rimargina, una mutilazione del futuro. L’evento è tanto innaturale che il dolore non trova le parole per esprimersi, non può essere detto.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Perché tanti cani in città? Astenersi da risposte bestiali

    30/05/2018
  • Una fotografia a colori, in formato orizzontale, che ritrae da dietro una ragazza con un grosso zaino sulle spalle seduta in mezzo a una strada asfaltata che poco più avanti si biforca in due stradine un po’ più strette, in un paesaggio di erbe folte, colline e cielo azzurro con qualche nuvola, sullo sfondo.
    Psiche

    E tu da che parte vai? Quando scegliere (o non scegliere) racconta chi sei

    26/02/2025 /

    Scegliere implica una responsabilità che ci mette nel bel mezzo di una solitudine esistenziale, con cui possiamo imparare a fare i conti; non scegliere, d’altra parte, può paralizzarci in un eterno presente, spaventosamente senza memoria.

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    Alcesti Alliata 0 commenti

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    21/12/2021
    Un fotogramma dal film "Peter Pan" della Disney che raffigura l'isola che non c'è.

    Adolescenti: Peter Pan e quell’isola che non c’è

    16/10/2024
    Una foto che ritrae una donna in un abito nero, che per forma somiglia un po’ a un saio da frate, inginocchiata al centro di una vasta area di terreno piatto e sabbioso, mentre si leva una maschera bianca dal viso reggendola con entrambe le mani e le braccia distese di fronte a sé. Ha la testa reclinata all’indietro e guarda al cielo. Alla sua destra c’è un arbusto basso, con pochi rami spogli, uno dei quali, in alto, sorregge un’altra maschera, nera, e un altro, più in basso, sorregge un alto cappello a cono, anch’esso nero. Alla sua sinistra, conficcati nel suolo, leggermente inclinati verso destra, ci sono due specchi che riflettono il cielo e il terreno desertico intorno, uno più basso e stretto, più vicino alla donna inginocchiata, e uno più alto e largo, leggermente curvato a mo’ di “5” rovesciato lungo l’asse verticale, più lontano di qualche metro. La donna e l’arbusto e tutti gli oggetti descritti proiettano sul terreno lunghe ombre orientate verso il lato destro dell’inquadratura. Sullo sfondo, in lontananza, quasi all’orizzonte, ci sono basse colline verdi e alberate. Sopra l’orizzonte c’è un cielo azzurro, cupo sulla destra dell’inquadratura, chiaro e illuminato invece dal chiarore del sole, fuori dall’inquadratura, sulla sinistra. La parte di cielo visibile è in parte coperta da una grossa nuvola, bianca sulla sinistra, dov’è illuminata dal sole, e più scura e minacciosa di pioggia sulla destra, dove non lo è.

    Da solo ritrovo me stesso

    19/12/2023
  • Una foto che ritrae una donna con il volto coperto dalle mani che tiene nella posizione con cui si chiede, negli sport soprattutto, una pausa: la destra in orizzontale sopra la sinistra in verticale, che appoggia le falangi al centro del palmo della destra.
    Attualità

    Giulia, tra silenzi e tanto rumore ci stiamo dimenticando del lutto

    06/12/2023 /

    L’uccisione di Giulia Cecchettin ha catalizzato l’attenzione e alimentato la discussione, spesso polarizzando posizioni e punti di vista. Ma in questa urgenza di comunicare il nostro pensiero stiamo forse lasciando indietro ciò che conta

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    Alcesti Alliata 0 commenti

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    Covid ergo sum: pensieri virali

    31/03/2021
    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae una banda musicale formata da sette carcerati, in piedi con vari strumenti davanti a una platea di sedie vuote. In primo piano c'è un uomo con un trombone, gli altri sei sono disposti in fila alle sue spalle.

    L’omicidio come risorsa: quando la cronaca ci costringe a guardarci allo specchio

    30/05/2025
    Una foto in bianco e nero, orizzontale, che ritrae di spalle un vecchio signore alto che cammina tenendo per mano un bambino molto piccolo in mezzo a una strada sgombra con pavè e pietre bianche.

    Un Paese di vecchi, ma non un Paese per vecchi

    20/05/2026
  • Fotografia che ritrae un albero cresciuto sopra e attraverso una roccia, probabilmente allargandone le fenditure già presenti e forse in alcuni casi rompendola, al centro di una radura in un bosco.
    Psiche

    Mi spiace, non ho tempo per soffrire

    23/08/2023 /

    Sembra essere sempre più difficile avere a che fare con il lutto, il dolore e la morte. Come se non potessero far parte delle nostre vite, come se non ci fosse spazio per contattare quella parte di noi stessi

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    16/03/2022
  • Psiche

    Se al dolore non so che posto dare

    05/04/2023 /

    Dare una forma e un senso al proprio dolore sembra sempre più difficile, in una società che con la morte e la sofferenza riesce sempre meno a fare i conti”. Una società che non accoglie il limite e la fatica connessa, che fa del dolore una vergogna e una colpa.

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Un'illustrazione a colori, in formato orizzontale, che ritrae dall'interno una stanza in penombra, con una porta socchiusa sulla sinistra dalla quale entra una luce bianca con tanti puntini azzurri simili a lucciole.

    Che significa sperare?

    02/07/2025
    Una fotografia che ritrae da vicino il bagnasciuga di una spiaggia di sabbia con piccole conchiglie, rametti e sassolini. Al centro c'è una scritta tracciata nella sabbia con un dito, "I'm nothing without you" ("Senza te sono niente"), e destinata a essere cancellata dalla prossima onda abbastanza lunga.

    Quella violenza che non è amore e diventa atto criminale

    13/12/2023
    Una fotografia che ritrae due mani di donna a coppa che reggono una manciata di caldarroste.

    Tra castagne e mal di pancia scelgo il piacere

    19/01/2024
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