Parlare di diversità sembra fare riferimento a una “normalità” che è data, codificata, si è diversi da qualcosa che è standard. Forse sarebbe meglio considerare le differenze, che ci mettono sullo stesso piano.
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Le scuole speciali, fantasmi che ritornano
Nei primi anni Settanta il territorio di Magenta è stato interessato da un’ardita sperimentazione: il trasferimento di alunni di scuole speciali in classi normali della scuola dell’obbligo e di ragazzi del locale Centro professionale per disabili in ambienti di lavoro dove effettuare tirocinio. Si trattava sia di una battaglia di civiltà, sia di un progetto terapeutico. È stato un periodo di accesi dibattiti e di dure contrapposizioni ideologiche, ma alla fine è prevalso il modello di inclusione, alcuni anni prima della chiusura per legge delle scuole speciali. È opportuno ricordare le antiche lotte e i diritti conquistati in un tempo in cui si sentono emergere nostalgie del passato.
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Il politicamente corretto che esclude invece di includere
Il linguaggio politicamente corretto nasce per non discriminare le minoranze e farle sentire accolte e incluse, evitando qualsiasi offesa verso qualunque categoria. Ma la percezione che si sta diffondendo è che, più che un linguaggio di inclusione, sia diventato una gogna che punisce ed esclude tutte quelle persone che, provocatoriamente o inavvertitamente, non si adeguano ai suoi dettami
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Quello di Lodi non è solo un panino: deve diventare un macigno
La cinica esclusione dei bambini stranieri dalla mensa scolastica è una pietra miliare da cui può partire una nuova strada verso l’inclusione sociale











