Sembra una figurina del presepe.
28 anni, capelli sciolti alla Maddalena penitente e boccuccia a cuore, sguardo sognante. Abbigliamento vintage: gonnelloni a volant, cerchietto di velluto, ballerine, immancabili guanti, colori pastello.
Si chiama Allegra, ma vorrebbe cambiare nome e chiamarsi Samantha; comunque allegra non è. Ansiosa, logorroica, rupofobica, maniaca del controllo, che esercita su genitori e parenti e che esprime con rituali che riguardano funzionamento di rubinetti e gas, ordine di stanza e armadio, stesura del menù… Racconta di avere l’impressione che tutti ce l’abbiano con lei e la giudichino male.
Vorrebbe che gli altri si accorgessero di lei, ma, per paura di delusioni, li allontana.
Tuttavia, un modo per attirare l’attenzione l’ha trovato: senza apparente ragione questa leggiadra figurina sviene… normalmente da 3 a 6 volte ogni giorno.
Lo psicoterapeuta la attende… non arriva… dov’è? La si cerca… dov’è? La trovano svenuta nell’androne di casa.
È andata a comperare il pane: entra nel negozio e si accascia.
Al corso di scrittura creativa sembra si sia addormentata sul banco con la penna in mano… la scuotono… ha perso conoscenza.
Entra in sala da pranzo con la zuppiera fumante in mano… e scivola a terra.
Eppure, l’enigmatica signorina ha studiato ingegneria al Politecnico e si scopre che conta più di settantamila follower su Instagram.


