Alto, di bell’aspetto, vestito con eleganza sobria: chi lo vede in comunità psichiatrica chiede «che ci fa lui qui?», oppure lo scambia per un operatore.
Si descrive solitario, più maturo dei coetanei, testardo, ligio al dovere, senza sfumature nelle scelte.
Rigido, ha difficoltà a stabilire relazioni con gli altri pazienti e cerca di confezionarsi un copione da seguire per mettersi al riparo dalle sorprese.
Si presenta con mappe e grafici che descrivono il suo disagio e i suoi programmi.
Fogli su cui le parole vengono disposte a formare un disegno…
REALTÀ illusione DISILLUSIONE verità SENTIMENTO RADICI estirpare giudizio PAURA responsabilità AMORE vincoli pianto commozione frustrazione DIPENDENZA virtù LIBERTÀ madre fratello SESSO preghiera COLPA droga costruire odio ferite PASSIONI CAPIRE percorso
Laureato in architettura, lavora attualmente in un laboratorio ottico e sembra aver raggiunto un discreto equilibrio… eppure lui forse non esiste, inventa di volta in volta il suo personaggio.
Il volto, la figura danno l’impressione di essere una sagoma di cartone, una maschera vuota che attende di sapere “come tu mi vuoi” per adeguarsi all’interpretazione. Cosa ci sarà dietro?
Oppure ricorda un quadro di Liu Bolin: la sua immagine si mimetizza nella tappezzeria, entra a far parte del divano, si stampa sulla parete…
Lui sembra non sapere chi è… e anche noi non lo sappiamo, però siamo curiosi di scoprirlo.


