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  • Una gif animata che ritrae Giuseppe Ungaretti mentre, intervistato da Pier Paolo Pasolini per il suo film-documentario “Comizi d’amore”, dice «Tutti gli uomini sono, a loro modo, anormali». L’audio è assente, trattandosi di una gif animata, ma è sostituito da un sottotitolo in lettering bianco con contorno nero.
    Relazioni

    Tutto quello che vuoi, o forse… tutto quello che sei

    21/02/2024 /

    Un film che racconta una relazione molto speciale, capace di riscrivere il passato ma non solo. Quanto è importante lo sguardo che riconosce e accetta, al di là dei pregiudizi dei ruoli e delle etichette?

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    Cosa vedo nei tuoi occhi

    04/01/2023 /

    Come lo sguardo ha a che fare con l’identità? Quel che siamo nasce dall’incrocio del nostro sguardo su noi stessi (e sul mondo) con lo sguardo dell’altro su di noi

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Una foto che ritrae una donna in un abito nero, che per forma somiglia un po’ a un saio da frate, inginocchiata al centro di una vasta area di terreno piatto e sabbioso, mentre si leva una maschera bianca dal viso reggendola con entrambe le mani e le braccia distese di fronte a sé. Ha la testa reclinata all’indietro e guarda al cielo. Alla sua destra c’è un arbusto basso, con pochi rami spogli, uno dei quali, in alto, sorregge un’altra maschera, nera, e un altro, più in basso, sorregge un alto cappello a cono, anch’esso nero. Alla sua sinistra, conficcati nel suolo, leggermente inclinati verso destra, ci sono due specchi che riflettono il cielo e il terreno desertico intorno, uno più basso e stretto, più vicino alla donna inginocchiata, e uno più alto e largo, leggermente curvato a mo’ di “5” rovesciato lungo l’asse verticale, più lontano di qualche metro. La donna e l’arbusto e tutti gli oggetti descritti proiettano sul terreno lunghe ombre orientate verso il lato destro dell’inquadratura. Sullo sfondo, in lontananza, quasi all’orizzonte, ci sono basse colline verdi e alberate. Sopra l’orizzonte c’è un cielo azzurro, cupo sulla destra dell’inquadratura, chiaro e illuminato invece dal chiarore del sole, fuori dall’inquadratura, sulla sinistra. La parte di cielo visibile è in parte coperta da una grossa nuvola, bianca sulla sinistra, dov’è illuminata dal sole, e più scura e minacciosa di pioggia sulla destra, dove non lo è.

    Da solo ritrovo me stesso

    19/12/2023

    In ognuna ho ritrovato qualcosa di me: tre donne e il pregiudizio

    14/12/2021
    Una fotografia che ritrae da vicino il bagnasciuga di una spiaggia di sabbia con piccole conchiglie, rametti e sassolini. Al centro c'è una scritta tracciata nella sabbia con un dito, "I'm nothing without you" ("Senza te sono niente"), e destinata a essere cancellata dalla prossima onda abbastanza lunga.

    Quella violenza che non è amore e diventa atto criminale

    13/12/2023
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    Sempre più lavoro per i professionisti della psiche

    09/11/2022 /

    Perché una persona che non soffre di un grave disagio psichico decide di intraprendere una psicoterapia? Le ragioni sono molteplici, ma alla base c’è comunque sempre la volontà di guardarsi dentro e di mettersi in discussione. Oggi, in tempi di crisi incombente e di rapporti sempre più mediati dai social, si fa maggiore il bisogno di ascolto e di relazioni che comportino la concretezza della presenza fisica

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    Joaquin Otuvas 0 commenti

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    Siamo un po’ tutti malati immaginari e guai a dirci che non abbiamo niente

    25/05/2017
    Un'illustrazione in grafica 3d che raffigura un anello di Moebius bianco poggiato sulla superficie di un tavolo bianco davanti a uno sfondo bianco. La luce sulla scena viene da un punto abbastanza vicino, in alto a destra, e proietta ombre sull'anello e sulla superficie del tavolo alla sua sinistra. Le ombre sull'anello rendono evidente la particolarità dell'anello di Moebius, che è poggiato sul tavolo in una posizione "impossibile", ovvero con una sola estremità, a destra, mentre tutto il volume dell'anello è a sinistra, fluttuante sopra la superficie del tavolo.

    Psicologia, la difficile unione tra narrazione e scienza

    01/10/2025
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    Abbiamo perso la faccia?


    03/08/2022 /

    Cosa dice di noi al mondo il nostro volto? Come ci poniamo di fronte all’altro e come osserviamo il volto dell’altro, con quali lenti? Col vis-a-vis abbiamo perso dimestichezza e, forse, la colpa non è tutta delle mascherine

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    Sara Schirripa 0 commenti

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    17/06/2022
    Una foto a colori, in formato panoramico, che ritrae da molto vicino il volto di un giovane investigatore privato il quale regge davanti all'occhio sinistro una grossa lente d'ingrandimento e guarda dritto nell'obiettivo attraverso la stessa mentre tiene chiuso l'occhio destro. L'investigatore ha i capelli un po' arruffati, un po' di barba e baffi, e indossa una giacca blu sopra una camicia bianca con la cravatta blu. Sullo sfondo, fuori fuoco, c'è un muro di un blu più chiaro.

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    12/06/2020 /

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    20/09/2016
    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae, su una superficie piana color amaranto, tre dadi da gioco affiancati. La faccia frontale del primo reca la scritta “Past” (“Passato”), quella del terzo reca la scritta “Future” (“Futuro”); il dado centrale, tra il primo e il terzo, è in equilibrio su uno spigolo, forse anche perché schiacciato tra il primo e il secondo, e perciò se ne vedono bene la faccia superiore e quella frontale; sulla prima c’è il segno matematico dell’uguaglianza, sulla seconda quello della diversità.

    La sfiancante lotta per evitare l’inevitabile

    27/11/2024
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