La prima volta che l’incontrai, Angelica aveva quasi 18 anni. Vidi entrare nel mio studio una creatura elfica: alta, sottile, capelli biondi, occhi cerulei, pelle lattea, sorriso seducente. Un’apparizione.
Contemplavo ammirato quella immagine affascinante, quando l’incantesimo venne rotto da una voce rauca e sgraziata che mi apostrofava: «Che cazzo vuoi? Che cazzo vuoi?»
Capii subito che sarebbe stato un caso difficile, e così fu.
Angelica veniva da un ricovero in reparto psichiatrico inusualmente lungo (6 mesi), proprio a causa delle difficoltà di gestione. L’ingresso in comunità crea subito problemi: scostante, aggressiva, sprezzante, suscita tensioni nel gruppo ospiti. Non sopporta regole o divieti, ma quando si reca a casa dei genitori, nel fine settimana, si trasforma, comportandosi in modo equilibrato e responsabile, secondo le norme prescritte dalla comunità. Adotterà lo stesso comportamento nel corso delle esperienze esterne e, più tardi, sul luogo di lavoro. In comunità, invece, fa la “matta”, come se avesse bisogno di uno spazio di decompressione dove liberare la sua parte disturbata.
Viveva due vite parallele, ma lei chi era in realtà?
Entrare nella sua stanza aiutava a capire: mutande e calze, vestiti e scarpe, gonne e calzoni, body e reggiseni, giacche, cappotti, costumi da bagno e imbottiti disseminati ovunque, e poi collanine, braccialetti, anelli, orecchini, bigiotteria varia… e ancora rossetti, ombretti, fotografie, peluche, oggetti ricordo sparpagliati… a comporre sculture degne di un Gaetano Pesce. E lei la Venere degli stracci.
Guardando quel disordine caotico si poteva avere l’intuizione del suo mondo interno. La stanza è stata lo specchio rivelatore del processo terapeutico. Lentamente il disordine ha preso un aspetto meno zingaresco, come obbedendo a disegni precostituiti che si componevano e disfacevano…
Attualmente Angelica ha 27 anni e vive in un appartamento della rete Lighea con un altro paziente, maniaco dell’ordine. La convivenza incredibilmente funziona: hanno trovato una reciproca compensazione.


