Recentemente una ex paziente mi ha chiesto un colloquio. Non la vedevo da otto anni. La ricordavo come una giovane donna esile, pallida, con un viso un po’ infantile dai lineamenti delicati.
Ho aperto la porta dello studio e sono rimasto senza fiato. Nel vano c’era Ornella Vanoni. Solo a fatica si è fatto strada il pensiero: non è possibile, Ornella è morta.
Durante l’incontro non riuscivo a staccare gli occhi dal suo volto: il chirurgo aveva lavorato bene, ma sotto la pelle perfettamente liscia mi sembrava di intravedere la trama di un puzzle assemblato con tessere diverse. Ho conosciuto altre donne simili, sia pazienti, sia amiche, e mi sono sempre chiesto come possa essere vissuta la sorpresa della trasformazione.
Certo, tutti ci trasformiamo, il tempo lavora su di noi, incide le rughe, assottiglia la pelle, spegne il colorito, disegna pieghe sul collo… ma tutto si compie lentamente e la frequentazione quotidiana con lo specchio permette di familiarizzare con i cambiamenti. Nel caso della chirurgia estetica, invece, tutto avviene di colpo.
Secondo la mia esperienza, per quanto bravo il chirurgo, per quanto riuscito l’intervento, il risultato comporta sempre un certo grado di delusione, perché è inevitabilmente inferiore all’immagine ideale che la paziente si porta dentro.
Proprio il tentativo di incarnare quell’immagine perfetta innesca in molte donne un processo a spirale: prima la pelle tesa, poi gli zigomi rialzati, le labbra rimpolpate, il naso affilato… e ancora le orecchie, il mento… infine tutto da capo, per correggere imperfezioni ed errori delle operazioni precedenti, all’inseguimento chimerico di una forma che è fantasia, fantasma, illusione della mente.
Quando il fascino della metamorfosi si impossessa di una persona, la trascina in un processo senza fine.
Forse, in alcuni casi, il ricorso al chirurgo permette di indossare una maschera grazie alla quale superare il senso di inadeguatezza, liberarsi delle proprie fragilità e meglio agire la libertà: un po’ quello che avviene nella finzione teatrale, in cui la persona diventa personaggio e inizia la sua recita.
E il corpo? Anche quello è oggetto di manipolazioni: l’attenzione si rivolge soprattutto al seno, che possiede un forte valore simbolico e sessuale, ma interessa anche ventre, gambe e glutei.
E, a proposito di seno, sono stato testimone di una vicenda paradossale. Una mia paziente, dopo aver ottenuto grazie a un ottimo chirurgo il seno a lungo sognato (turgido, sodo, sensuale), aveva cominciato a nasconderlo sotto sciarpe e drappeggi. Lo sentiva troppo provocante, troppo desiderabile, troppo pericoloso. Ha finito per farsi disfare il miracolo chirurgico per ritornare alla mediocrità della forma naturale, a dimostrazione di quanto imprevedibili e misteriose siano le vie del desiderio.



Un commento
Nicoletta Leone
Un mio amico medico che si occupa di chirurgia estetica mi dice ; ” guarda che le tue zampe di gallina” le puoi togliere in un attimo
La mia risposta: ” No grazie, Sonno molto affezionata alle mie “zampe di gallina”: nate da risate, segno di un cuore che è stato sincero