• Cosa Facciamo
  • Storia di un’idea
  • Amati Matti
  • Newsletter
  • Cosa Facciamo
  • Storia di un’idea
  • Amati Matti
  • Newsletter
  • Attualità
  • Comportamenti
  • Relazioni
  • Eros
  • Psiche
  • Stanza degli ospiti
  • Attualità
  • Comportamenti
  • Relazioni
  • Eros
  • Psiche
  • Stanza degli ospiti
Iscriviti alla Newsletter
  • Un’illustrazione che raffigura il mito della caverna di Platone, con figure molto stilizzate, bianche e nere, tutte di profilo, su sfondi con varie tonalità di arancione. Da sinistra a destra ci sono un’alta colonna che reca in cima un braciere con una fiamma accesa; a destra di quella c'è un uomo in piedi, poco più basso della colonna, col volto rivolto a destra, che regge col braccio e la mano sinistra un bastoncino che hai in cima la sagoma di un uccello; a destra dell’uomo c’è una specie di muretto leggermente più alto di lui e poco più basso della colonna; il muretto separa il primo uomo da un secondo uomo che, a destra dello stesso, è in piedi, in posizione di combattimento, e guarda urlando l’ombra della sagoma dell’uccello che l’altro sorregge, proiettata dalla luce della fiamma sulla colonna contro la parete di fondo della caverna, di fronte a lui, evidentemente prendendola per un vero uccello, predatore e minaccioso.
    Psiche

    Platone e la rivoluzione dentro la caverna

    11/09/2024 /

    Spezzare le catene, cambiare direzione, in qualche modo fare rivoluzione: ecco cosa ci dice il grande filosofo greco nel mito della caverna. Ricordandoci ancora una volta che le grandi domande che ci inquietano oggi sono quelle che sempre hanno mosso l’animo umano

    Leggi tutto
    Massimo Buratti 2 Commenti

    Potrebbe anche piacerti:

    Una foto che ritrae una donna in un abito nero, che per forma somiglia un po’ a un saio da frate, inginocchiata al centro di una vasta area di terreno piatto e sabbioso, mentre si leva una maschera bianca dal viso reggendola con entrambe le mani e le braccia distese di fronte a sé. Ha la testa reclinata all’indietro e guarda al cielo. Alla sua destra c’è un arbusto basso, con pochi rami spogli, uno dei quali, in alto, sorregge un’altra maschera, nera, e un altro, più in basso, sorregge un alto cappello a cono, anch’esso nero. Alla sua sinistra, conficcati nel suolo, leggermente inclinati verso destra, ci sono due specchi che riflettono il cielo e il terreno desertico intorno, uno più basso e stretto, più vicino alla donna inginocchiata, e uno più alto e largo, leggermente curvato a mo’ di “5” rovesciato lungo l’asse verticale, più lontano di qualche metro. La donna e l’arbusto e tutti gli oggetti descritti proiettano sul terreno lunghe ombre orientate verso il lato destro dell’inquadratura. Sullo sfondo, in lontananza, quasi all’orizzonte, ci sono basse colline verdi e alberate. Sopra l’orizzonte c’è un cielo azzurro, cupo sulla destra dell’inquadratura, chiaro e illuminato invece dal chiarore del sole, fuori dall’inquadratura, sulla sinistra. La parte di cielo visibile è in parte coperta da una grossa nuvola, bianca sulla sinistra, dov’è illuminata dal sole, e più scura e minacciosa di pioggia sulla destra, dove non lo è.

    Da solo ritrovo me stesso

    19/12/2023

    L’importanza di ascoltare quel che non c’è

    14/09/2022
    Una fotografia che ritrae da vicino il bagnasciuga di una spiaggia di sabbia con piccole conchiglie, rametti e sassolini. Al centro c'è una scritta tracciata nella sabbia con un dito, "I'm nothing without you" ("Senza te sono niente"), e destinata a essere cancellata dalla prossima onda abbastanza lunga.

    Quella violenza che non è amore e diventa atto criminale

    13/12/2023
  • La stanza degli ospiti

    Quando i padri si arrendono inizia la tirannide

    18/05/2017 /

    Con un ritardo di circa 2400 anni, dovuto alle storiche disfunzioni postali, riceviamo da un nostro antico collaboratore questa lettera che volentieri pubblichiamo

    Leggi tutto
    Platone 0 commenti

    Potrebbe anche piacerti:

    Sommersa dal denaro liquido la nostra civiltà è liquidata

    13/12/2016

    Sesso dappertutto, ma con internet l’autoerotismo è un rischio

    19/09/2016

    Le cronache di Lighea

    04/02/2022
  • Relazioni

    Platone insegna: beati i figli dei genitori capaci di dire no

    12/03/2017 /

    Chiamiamo carabinieri, giudici, insegnanti o psichiatri perché non sappiamo o non vogliamo più assumere i panni scomodi del padre o della madre guastafeste

    Leggi tutto
    Massimo Buratti 1 commento

    Potrebbe anche piacerti:

    Forse i giovani d’oggi sono allo sbando, ma abbiamo provato ad ascoltarli?

    07/02/2017

    Colloqui fatti di silenzi per combattere la solitudine

    10/03/2021

    Telefoni accesi e desideri spenti: relazioni difficili ai tempi delle app

    15/01/2020
  • Eros

    Può diventare un pericolo mortale il mito dell’amore immortale

    21/10/2016 /

    All’origine dei femminicidi c’è spesso l’illusione di un rapporto fusionale: un corpo e un’anima soli. La fine della relazione viene allora vissuta come un’amputazione, un delitto da espiare con la morte

    Leggi tutto
    Giampietro Savuto 0 commenti

    Potrebbe anche piacerti:

    L’eccesso di amore è un male che colpisce più spesso le donne

    01/12/2016

    Siate fieri del vostro pisello: anche gli dei e gli eroi ce l’avevano piccolo

    09/02/2017

    Cari ragazzi vi do un consiglio: il punto G cercatelo nella testa

    27/03/2017
  • Cosa Facciamo
  • Storia di un’idea
  • Amati Matti
  • Newsletter
  • Cosa Facciamo
  • Storia di un’idea
  • Amati Matti
  • Newsletter
  • Studio Eidos
  • Fondazione Lighea
  • La redazione
  • Studio Eidos
  • Fondazione Lighea
  • La redazione
Facebook Instagram Youtube
FONDAZIONE LIGHEA ONLUS – CORSO GIUSEPPE GARIBALDI 18 – 20121 – MILANO (MI) – P.IVA 03479740965 – REA 1690933 – PEC fondazionelighea@pec.it

PRIVACY – COOKIE POLICY

POWERED BY www.ma2.it