La gigantesca mole di informazioni sempre a nostra disposizione online rischia di farci perdere di vista una pratica essenziale per la conoscenza, che vale la pena riscoprire
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Dammi una diagnosi e ti dirò chi sono
Sempre più spesso si cerca di dare un nome al proprio malessere, per sentirsi come gli altri ma anche per avere un “protocollo di cura” certo e incontrovertibile da seguire
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Sesso dappertutto, ma con internet l’autoerotismo è un rischio
La rete, con la sua massiccia offerta di provocazioni, minaccia la ricchezza e la soggettività delle pulsioni sessuali
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Ho tanti amici online ma mi sento sempre più solo
Tanti contatti, tanti followers non nascondono in realtà la difficoltà di una vera comunicazione? Sorprende che mentre molte persone, pur vivendo un profondo disagio, rifiutano di riconoscersi bisognose di aiuto e di ricorrere allo psichiatra o allo psicoterapeuta per ottenere sollievo, ce ne siano altrettante che si rivolgono allo specialista per motivi che non chiamerò futili (perché in una richiesta di aiuto non c’è nulla di futile), ma comunque non tali da esigere un intervento terapeutico. Ci vorrebbe un amico… Sì, basterebbe un amico, come del resto accadeva in passato, con il quale parlare, confidarsi, e nella cui empatia trovare aiuto e sollievo. Ma nell’epoca di Twitter e di Facebook, puoi anche arrivare a 3641…











