Una foto che ritrae in primo piano il volto di un vecchio soldato.
Attualità

La leva degli over 50

Una proposta bizzarra, ma di buon senso. Tuteliamo il futuro delle giovani generazioni: in guerra mandiamoci, dopo opportuno addestramento, uomini e donne over 50

Mentre venti di guerra si levano da più parti e sul fronte ucraino, nella striscia di Gaza, nelle piazze iraniane si consuma la strage di intere generazioni, mi sento di avanzare una proposta, forse indecente, certo provocatoria, sicuramente di buon senso: ripristiniamo la leva militare riservandola a uomini e donne over 50 e, qualora disgraziatamente fossimo coinvolti in un conflitto armato, mandiamo loro a combattere e a morire.

Hanno già fatto un sufficiente percorso di vita, hanno allevato figli che ormai sono grandi e indipendenti, hanno accumulato esperienza e competenze, possono provare nuove emozioni e trovare stimoli a un’esistenza che volge al declino.

La guerra tecnologica moderna non ha più bisogno di addestramento fisico e anche uomini e donne con corpi non propriamente atletici, magari un po’ sovrappeso, magari con qualche reumatismo, potrebbero benissimo sostenerla.

In più avrebbero (almeno si spera) maggiore prudenza e ponderatezza, minore aggressività e impulsività, più capacità di riflessione.

La guerra avrebbe probabilmente ritmi più lenti e rilassati, esiti meno cruenti.

Sicuri vantaggi: ringiovanimento della classe politica, dei quadri amministrativi, delle figure professionali, della forza lavoro, svecchiamento della popolazione, minori oneri pensionistici per l’INPS, superamento dell’inverno demografico grazie al ritrovato equilibrio tra nascite e morti. Soprattutto in questo modo tuteleremmo il futuro.

Proposta paradossale? Fantasia sadica? Comunque, di una cosa sono sicuro: uomini e donne, padri e madri accetterebbero di buon grado pur di non piangere giovani vite, pur di risparmiare i rischi bellici a figli e nipoti.

Psicologo e psicoterapeuta. Professore "Libre Universidad de Salamanca".(traduzioni dallo spagnolo a cura di Carlo Perez )

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *