Un'illustrazione con tanti "0" e "1" sparsi davanti a uno sfondo nero. Ci sono molti più "0" che "1".
Attualità

Abbiamo finalmente trovato la chiave per la Verità?

L’Intelligenza Artificiale ci promette risposte corrette a qualsiasi domanda, non ha dubbi, non commette errori, ma siamo sicuri che abbia a che fare con la Verità?

Due uomini discutono accanitamente, ciascuno convinto che la propria tesi esprima la Verità. Essendo le posizioni inconciliabili, un amico suggerisce loro di rivolgersi a un famoso saggio al quale chiedere un verdetto chiarificatore.

Il primo contendente presenta la sua versione. “Hai ragione” risponde il saggio.

Il secondo contendente presenta la sua versione. “Hai ragione” risponde il saggio.

A questo punto l’amico comune, confuso, si reca anch’egli dal saggio e gli obietta che due versioni antitetiche non possono essere ugualmente valide. “Hai ragione” risponde il saggio.

 

Dov’è la Verità? Come stabilirla?

Quando non si tratti di entità misurabili, la verità presenta infinite sfumature, è compagna del dubbio, spesso inafferrabile.

Il saggio dell’apologo iniziale lo sa, come lo sanno i tanti filosofi che hanno dedicato la vita alla sua ricerca.

La Verità è difficilmente conciliabile con le scelte rigide del sistema binario e di una Intelligenza Artificiale che tutto conosce, ha una risposta per ogni domanda, non ha dubbi, non ha esitazioni, controlla perfettamente tutte le procedure.

In un mondo in cui cresce la paura l’I.A. sembra offrire un valido ancoraggio a un’umanità disorientata in cerca di certezze.

In una ideale società ordinata dall’I.A. tutto diventa prevedibile e certo, ma l’uomo perde la possibilità di osare, di rischiare… e di sbagliare. L’errore viene eliminato.

Dovremmo esserne soddisfatti? Forse.

In un mondo dove tutto è prevedibile la prima vittima è la meraviglia, quella che Aristotele considerava all’origine dell’attitudine a filosofare.

In principio era la meraviglia.

E ha accompagnato l’uomo attraverso i secoli, spingendolo a conoscere, agire, tentare, osare, rischiare, creare.

Siamo pronti a rinunciarvi?

Psicologo e psicoterapeuta, fondatore e direttore scientifico della Fondazione Lighea Onlus, realtà attiva a Milano nella salute mentale, nella riabilitazione psichiatrica e nei percorsi di inclusione sociale per persone con disagio psichico. Nato a Catania nel 1946, dopo la laurea in Filosofia si specializza in Psicologia presso l’Università degli Studi di Milano, avviando un percorso professionale che lo porterà a sviluppare un modello innovativo di psicoterapia comunitaria. Attivo fin dagli anni Settanta nel campo della psichiatria e dei servizi territoriali, Savuto è tra i protagonisti dei processi di superamento del sistema manicomiale in Italia, contribuendo all’attuazione della legge 180 e alla trasformazione della cura del disturbo mentale in una prospettiva centrata sulla persona. Ha lavorato alla chiusura di strutture psichiatriche e alla creazione di alternative concrete, come comunità terapeutiche, centri diurni e appartamenti protetti per la riabilitazione psichiatrica. A partire dagli anni Ottanta fonda e sviluppa il modello Lighea, un approccio terapeutico integrato che unisce psicoterapia, relazione, vita quotidiana e reinserimento sociale, ponendosi come riferimento nel trattamento dei disturbi psichici complessi. Le comunità terapeutiche Lighea, accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, rappresentano un esempio avanzato di cura territoriale e presa in carico globale del paziente. Accanto all’attività clinica, Savuto promuove da anni una riflessione culturale sul disagio mentale, lavorando per diffondere una nuova cultura della salute mentale e per contrastare stigma e marginalizzazione. È ideatore di progetti editoriali e audiovisivi, tra cui “Amati Matti”, e autore di saggi e pubblicazioni sul rapporto tra affettività, psicoterapia e percorso di cura, come “Padre Quotidiano”, scritto con Gustavo Pietropolli Charmet. È inoltre responsabile scientifico della rivista FuoriTestata, piattaforma di approfondimento su psicologia, adolescenza, relazioni e società, pensata per rendere accessibili i temi della psicoterapia e del benessere psicologico a un pubblico ampio. Con oltre quarant’anni di esperienza nella psicologia clinica e nella riabilitazione psichiatrica, Giampietro Savuto promuove attivamente l’evoluzione di modelli di cura innovativi che integrano la dimensione clinica, sociale e culturale nel trattamento del disagio psichico.

Un commento

  • Giuliana

    Mi sembra che il problema non sia se l’IA dica la verta’ (che come sappiamo non esiste o per lo meno e’legata/limitata dal contesto temporale spaziale e relazionale) quanto iil fatto che si costituisce come delegata all’errore. Si assume la responsabilita’ della risposta e quindi anche dell’errore. Assolvendoti. Perquesta assoluzione rinunciamo al piacere di pensare.

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