Cresciuta tra alberghi di lusso e l’indifferenza di una madre distante, una celebre attrice si trasforma in una “nobile accattona”. Nel suo sontuoso palazzo in pieno centro accumula detriti, oggetti e fotografie nel disperato tentativo di ricostruire un’identità e trovare quell’intimità che le è sempre stata negata. Una riflessione profonda sul vuoto emotivo, i disturbi alimentari e la frattura tra l’immagine pubblica e il corpo vissuto.
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Povere creature alla ricerca di sé
Ester, una giovane paziente, mi ricorda Bella, la protagonista del film “Povere creature” del regista Yorgos Lathimos. Come lei mi è apparsa senza radici, senza storia familiare, inconsapevole e indifesa, priva di identità, incapace di raccontarsi e di riconoscersi in una propria narrazione. Molte ragazze che vengono in terapia hanno caratteristiche analoghe: sono creature infantili in corpi di donna





