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  • Un fotogramma dal film "Povere creature", di Yorgos Lathimos. La ragazza protagonista, in vestaglia, cammina a piedi scalzi su un parquet all'interno di una grande casa, seguita a pochi metri da uno strano essere con quattro zampe che sbucano da un tronco orizzontale (potrebbe essere il corpo di un cane glabro), e un lungo, flessuoso collo bianco con testa e becco giallo da papera.
    Psiche

    Povere creature alla ricerca di sé

    03/12/2025 /

    Ester, una giovane paziente, mi ricorda Bella, la protagonista del film “Povere creature” del regista Yorgos Lathimos. Come lei mi è apparsa senza radici, senza storia familiare, inconsapevole e indifesa, priva di identità, incapace di raccontarsi e di riconoscersi in una propria narrazione. Molte ragazze che vengono in terapia hanno caratteristiche analoghe: sono creature infantili in corpi di donna

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Una foto a colori, in formato orizzontale, che ritrae al centro di un cunicolo sotterraneo uno speleologo di spalle che illumina la strada davanti a sé con una torcia.

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    20/08/2025
    Fotografia che ritrae un albero cresciuto sopra e attraverso una roccia, probabilmente allargandone le fenditure già presenti e forse in alcuni casi rompendola, al centro di una radura in un bosco.

    Mi spiace, non ho tempo per soffrire

    23/08/2023

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    16/09/2016
  • Su un'asse che chiude una finestra incastonata in un muro di cemento grigio e contornata da una specie di cornice di cemento più chiaro c'è un murale che ritrae la sora Lella (l'attrice Elena Fabrizi) come fosse seduta alla finestra, con le braccia appoggiate sul davanzale, mentre sorridendo fa l'occhiolino con l'occhio sinistro. Hai i capelli bianchi, indossa una veste blu a motivi bianchi e, sopra quella, un grembiule bianco con il simbolo di Superman sul petto.
    Comportamenti

    Tra nonni divini e padri umani

    20/11/2024 /

    Il ruolo dei nonni nella nostra società si sta in molti casi sfilacciando. Con dei genitori sempre più nel ruolo di “compagni di gioco” si crea un vuoto pericoloso per le giovani generazioni, che rischiano di non avere a portata di mano quei modelli solidi e antichi a cui fare riferimento

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    Marta Pellegrini 0 commenti

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