Attualità

Le sardine servono ai giovani per combattere la depressione

Costituiscono uno slancio generoso in controtendenza rispetto alla rassegnazione che grava sui nostri ragazzi

Dopo la pausa natalizia le sardine tornano a riempire le piazze, a occupare i notiziari, mentre i media si contendono il loro leader più fotogenico.

Cosa vogliono le Sardine? Quale è il loro programma politico? Cosa propongono in merito alla manovra economica e alla riforma della prescrizione? Come pensano di risolvere il problema dell’ILVA? Quale legge elettorale auspicano? …

Si sono sentiti porre loro i quesiti più disparati, aspettandone risposte illuminanti, dimenticando che le sardine sono pesci e i pesci, si sa, non parlano.

Le Sardine non hanno ricette salvifiche, né pretendono di averne, pongono invece domande alla Politica, richiamano i suoi rappresentanti all’assunzione di responsabilità. Chiedono loro di opporsi a populismi e sovranismi, di accogliere la diversità, di sostituire il dialogo all’aggressività del linguaggio pubblico.

E, nell’epoca del virtuale, lo fanno con la forza della loro fisicità, mettendoci non la faccia, come si usa dire, ma tutto il corpo. I corpi occupano uno spazio, si sfiorano, si toccano, si parlano senza SMS o e mail, percepiscono la gioia di sentirsi respirare insieme. Una sensazione da molti dimenticata, da alcuni mai conosciuta.

Cosa avverrà di questo movimento estemporaneo, di questo soggetto misterioso, cresciuto in pochi giorni? Si darà una struttura organizzativa che lo trasformerà in qualcosa di meno spontaneo? Diventerà addirittura un partito?  Confluirà in quelli esistenti, suddividendosi per appartenenza ideologica? O scomparirà come un fiume carsico per riaffiorare in futuro con mutata identità? Vedremo.

Sono poco preparate, ingenuamente superficiali le Sardine? Ideologicamente confuse? Con idee velleitarie? Prive di solide basi culturali? Forse.

Di certo quello che le caratterizza è un’energia giovanile, uno slancio generoso in controtendenza rispetto alla rassegnazione che sembra gravare sul Paese. Nell’atmosfera stagnante del nostro mondo politico portano un profumo di novità gentile, un entusiasmo contagioso che trasmette fiducia nel futuro.

Sembra che i giovani, della cui difficile situazione presente e del cui incerto futuro tanto spesso si parla, abbiano finalmente deciso di uscire dalla depressione, ritrovando slancio, creatività e fantasia.

Non è poco.

Psicologa e collaboratrice della Fondazione Lighea, attiva da oltre quarant’anni nel campo della salute mentale, della psicologia clinica e della riabilitazione psicosociale. Nata a Milano nel 1944, si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Milano e si specializza successivamente in Psicologia, sviluppando un approccio che integra competenze cliniche e sensibilità umanistica. Il suo percorso professionale si colloca nel contesto della trasformazione della psichiatria italiana, con particolare attenzione ai servizi territoriali e ai percorsi di cura centrati sulla relazione. Dal 1984 collabora con la Fondazione Lighea, contribuendo al lavoro clinico e riabilitativo con pazienti psichiatrici, con un focus su continuità terapeutica, ascolto e inclusione sociale. Ha collaborato a programmi sperimentali sulla riabilitazione psicosociale, tra cui al Progetto promosso dalla Comunità Europea presso il Servizio Psichiatrico di Melegnano per il reinserimento sociale di pazienti lungodegenti. Ha partecipato al Progetto di Regione Lombardia per interventi di formazione e supporto psicologico a detenuti della Casa Circondariale di Opera. Dal 2016 è coordinatrice scientifica della rivista online Fuoritestata, dove si occupa di divulgazione psicologica, contribuendo a un lavoro culturale che favorisca l’inclusione di chi è affetto da disagio psichico nel contesto sociale. È autrice di articoli e contributi pubblicati su Fuoritestata e ha partecipato al volume “Almamatto” (Baldini e Castoldi, 2021). Il suo lavoro si distingue per l’attenzione alla dimensione relazionale della cura e alla integrazione di aspetti terapeutici e riabilitativi.

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