Quella signora tutta rifatta non sarà un pò depressa?

Guardare con nostalgia al passato rifiutandosi al cambiamento può essere espressione di una tendenza depressiva

Il Covid, con il suo bollettino di morti giornalieri, ha puntualmente riportato alla realtà un mondo che aveva allontanato da sé l’idea della morte. 

La società dell’immagine nella quale viviamo ci vuole di aspetto sempre giovane, ci nega il diritto di invecchiare (e di morire). Vecchiaia e morte sono cose che si nascondono con vergogna, mentre si insegue l’eterna giovinezza, in attesa che il progresso della scienza ci regali l’immortalità.

Si è perso il vissuto, ben presente nel mondo antico, di un tempo circolare, in cui le generazioni si succedono secondo un ritmo naturale, come le stagioni, e la speranza di sopravvivere alla propria morte è affidata a figli, nipoti, nipoti di nipoti….che conservano nel ricordo della memoria e nel DNA delle cellule l’eredità di chi li ha preceduti.

Con Sant’Agostino il Cristianesimo ha sostituito al tempo circolare il tempo lineare, la cui lunghezza ognuno desidera e tenta di proiettare all’infinito. Ed ecco l’idea di rimpiazzare, in un futuro abbastanza prossimo, componenti usurate dei corpi con ricambi messi a disposizione da una tecnologia sempre più creatrice.

In attesa di ciò che potrebbe permettere il persistere della nostra identità nel tempo, possiamo già rivolgerci alla chirurgia plastica, che ci promette l’eterna giovinezza del corpo.

Sempre più individui, donne e uomini, fanno ricorso alla sua magia. L’arte del chirurgo regala l’illusione di fermare il tempo, di impedire la metamorfosi in atto, di riavvolgere il nastro del film della vita, concedendo una seconda occasione.

In passato gli uomini esorcizzavano il precipitare del tempo verso l’incipiente vecchiaia prendendosi mogli o amanti di età molto inferiore alla loro, elisir di giovinezza a conferma della loro virilità , ora è venuto il momento di farlo anche per le donne. Ma non basta. Le rughe devono sparire, è lontano il tempo in cui Anna Magnani se ne vantava   – Perché dovrei buttar via le mie rughe?  Ho impiegato tanto per farmele. Non toglietemi neppure una ruga. Le ho pagate tutte care. – I corpi devono essere tonici e palestrati, gli zigomi alti, le labbra carnose.

Ogni età comporta trasformazioni, ma la vecchiaia è quella in cui si attuano vere metamorfosi, pari solo a quelle che intervengono nell’adolescenza. Imparare a guardarsi con occhi nuovi, gli occhi degli altri, e ad accettare un cambiamento al quale non ci sentiamo preparati non è facile. E allora la tentazione è di voltarsi indietro, rifarsi al modello che abbiamo alle spalle, fissato negli scatti fotografici di anni lontani. 

Il tema  è  complesso e si offre a moltissime interpretazioni, tuttavia  questo guardare indietro può anche nascondere un nucleo depressivo. E’ rimanere ancorati a stagioni irripetibili, che si tenta di far rivivere artificialmente, invece di proiettarsi nel futuro, accettandone i rischi, consapevoli di andare verso un traguardo ineludibile.

Giampietro Savuto

Psicologo e psicoterapeuta. Fondatore e responsabile scientifico di Fondazione Lighea Onlus.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *