Un'illustrazione che raffigura una capanna in mezzo a un deserto sabbioso, sotto una stella cometa al centro di un cielo notturno stellato, con una grande finestra circolare al centro attraverso la quale fanno capolino la testa di un bue, a sinistra, e quella di un asinello, a destra, sorridenti.
Attualità

La scomparsa del bue e dell’asinello: se la fine del segreto spezza la famiglia

A partire dal caso del presepe di Montecitorio, una provocazione sul cambiamento dei legami affettivi: il passaggio dal matrimonio-contratto all’instabilità del sentimento amoroso, dove l’abolizione del segreto e l’esposizione social finiscono per sgretolare i vecchi pilastri della stabilità di coppia.

Ho letto con stupore il titolo del Corriere della sera del 13 dicembre scorso, che recitava: Buoi, asinelli, zaini e tradizione. La grande sfida dei presepi che agita il Natale “politico”. Siamo alla guerra dei presepi?

C’è chi si fa paladino di quello tradizionale, chi introduce variazioni discutibili, chi l’ha sacrificato al politicamente corretto, chi se lo porta addirittura appresso. Ma la notizia che ha più colpito è quella dell’assenza del bue e dell’asinello nel presepe allestito a Montecitorio. Tutti a interrogarsi. Tutti ad avanzare ipotesi.

L’autore dell’opera si è assunto ogni responsabilità e ha banalmente confessato: «Non c’era spazio». Giustificazione che non ha placato i complottisti. Fioriscono le interpretazioni: una manovra contro il governo? Un dispetto all’opposizione? Una provocazione? Una interferenza dei russi? La scomparsa delle miti creature, da sempre collocate accanto alla mangiatoia adibita a culla, mi ha incuriosito e mi ha suggerito alcune riflessioni sulla famiglia, rappresentata al più alto grado da quella “sacra” del presepe.

La famiglia borghese tradizionale era il risultato di un contratto solido, che poggiava su interessi sociali ed economici, e si proiettava nel futuro attraverso la prole. Questo modello è andato in crisi quando alla forza vincolante del contratto si è sostituita quella del sentimento amoroso.

Si sa: l’amore non obbedisce a leggi: è libero, fragile, volubile. La passione amorosa è base instabile su cui costruire, non sopporta regole, non c’è un perché del suo accendersi o del suo spegnersi: accade.

Asinello e bue rappresentano simbolicamente ai miei occhi due pilastri che contribuivano a mantenere saldo il nucleo familiare: ignoranza e tradimento.

Sento levarsi accuse di blasfemia e di cinismo. Eppure tradimenti, meglio se reciproci, vissuti nel segreto, non intaccavano la solidità dell’unione matrimoniale: rapporti diversi scorrevano su piani paralleli, rispondendo a bisogni diversi con generale soddisfazione.

Menzogna! Ipocrisia! Certo, ma funzionava.

Oggi ci affidiamo all’imprevedibilità dell’amore e, grazie ai social, abbiamo abolito il segreto, compromessa la privacy, reso pubblico il privato. Forse non è un caso che i due mitici animali simbolo siano evaporati.

Psicologo e psicoterapeuta. Professore "Libre Universidad de Salamanca".(traduzioni dallo spagnolo a cura di Carlo Perez )

Un commento

  • LAURA BECATTI

    Caro dott. Savuto, seppur laica, ogni anno alllestisco un piccolo presepe, in nome di un ciclo nuovo, la rinascita del bambino interiore, o come dice Etty Hillesum che si rivolge a “la parte più profonda di me, che denomino, per comodità Dio” . Il mio piccolo presepe di terracotta ha bue e asino rivolti in posizioni contrarie, l’asino mostra il culo e il bue il muso , l’ho notato solo quest’anno eppure ho queste terracotte da una ventina d’anni, se non di più. poi penso a Gesù che nella domenica delle palme cavalca un’asino – animale eretico e capoccione.
    Infine, ma non per ultimo, la sacra famiglia è sopravvissuta al freddo per via del fiato probabilmente molto fetido del bue e l’asinello e le loro scoregge piene di metano,
    ciò che forse mi preoccupa dell’uso pervasivo dei social è la sempre minore attivazione dei sensi, se non quello della vita, manca “le bruit et l’odeur”

    un caro saluto

    laura

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