Gli odiatori digitali crescono perché traggono soddisfazione dal credito che ottengono. Abbiamo continuamente notizia di un bullismo verbale che ha effetti devastanti su individui vulnerabili, vittime che colludono con i loro persecutori e ne confermano il potere.
Come esistono palestre dove si imparano tecniche di difesa personale contro possibili aggressori, si potrebbero aprire analoghi spazi per insegnare tecniche di difesa psicologica contro i leoni da tastiera. E per questi ultimi, personaggi spesso dominati da una rabbia repressa a cui cercano sfogo, quale terapia?
Mi dicono che esistono già luoghi a pagamento, dove, dotati di mazze e bastoni, si hanno a disposizione 15 minuti per sfasciare tutto quanto contenuto in una stanza appositamente predisposta. Certo, il teatro greco, cui era affidata un simile risultato catartico, era più elegante, ma pazienza.
Una importante psicoterapeuta, di cui non sono autorizzato a citare il nome, suggerisce di creare, sul modello delle fogne dove finiscono le feci materiali, ovvero i nostri rifiuti organici, apposite cloache, con relativo sciacquone, per espellere le feci virtuali, ovvero i nostri rifiuti mentali.
Mi viene in aiuto una mia paziente. Donna bella, colta, sempre molto elegante, di perfetta signorilità, periodicamente lascia il suo attico al decimo piano e scende al terzo livello sotterraneo del garage condominiale, dove ha il posto macchina. Si chiude nell’abitacolo della sua Mini e grida a lungo, con gusto, ingiurie e sconcezze. Poi esce rilassata e risale nella sua intatta perfezione.
Seguendo tale esempio, si potrebbe pensare a locali insonorizzati ove sfogare le proprie ossessioni ed eliminare le proprie scorie.
Infine, per migliorare la qualità del lessico, suggerirei di istituire corsi di insulto creativo. Si potrebbe trarre ispirazione dal monologo di Roberto Benigni nel film Berlinguer ti voglio bene, immaginifico concentrato di oscenità sessiste e fecali.


