Che cosa penso del femminicidio di Giulia? Giulia è un simbolo, della nostra rabbia e della nostra apprensione. È stata, è e sarà il nostro ultimo sdegno di donne di fronte a questa giovanissima vita estirpata con la violenza da un giovanissimo uomo. Il femminicidio di questa giovane donna che era più brava, più amorevole e più umana dell’ex giovane fidanzato, che tutto questo non lo accettava. Abitato da una legge intrinseca nei geni, questo giovane uomo ha ubbidito alla logica del patriarcato… Eccome se esiste ancora, esiste in nuce, nelle sinapsi, nei gangli degli ultimi padri-padrone. E questa atavica, malata, ignobile sottocultura va estirpata.
Giulia ha rivisto Filippo perché era in apprensione per la sua salute psichica dopo la fine della loro relazione, nonostante non lo volesse più frequentare. Lei era molto umana. Giulia voleva indietro la sua libertà, aveva capito che con Filippo non avrebbe potuto essere felice.
Il consiglio per tutte le donne è proprio quello di non andare mai all’ultimo appuntamento, perché potrebbe essere quello fatale. Al primo sospetto di invasione dello spazio vitale da parte di un uomo, le donne dovrebbero iniziare a trovare un riparo sicuro, a raccontare tutto, a denunciare. Perché la loro vita è sacra: culla di ogni essere umano il grembo materno, origine della vita e cura per vederla crescere.
Occorre un’educazione sentimentale che sviluppi un immaginario di parità tra le donne e gli uomini. Un vero percorso di instradamento delle coscienze che semini dialogo, pace, uguaglianza e che parta dalle scuole elementari
Giulia giovane donna simbolo di tutte le donne, resterai nei nostri cuori, tristi e affranti per la perdita della tua vita che si assomma a quella di tutte le altre vite di donne che avrebbero voluto essere libere.
In questo senso mi sento di dire che con tutte le nostre parole, i nostri sentimenti dimostrati per lei e per la sua famiglia che ha mostrato il suo enorme dolore in modo dignitoso senza mai perdere la ragione, non abbiamo affatto perso Giulia, ma l’abbiamo inglobata dentro di noi. E lì resterà per renderci più forti.
Lì resta perché il colmo di dolore e di sdegno è già stato oltrepassato, è già al colmo di tutti i colmi, non ci sono parole per descrivere questo assurdo intollerabile colmo. Non il silenzio, ma tanto tantissimo rumore.


