Fotografia che ritrae tre anziani seduti all’aperto, in un giardino sfocato, sullo sfondo, mentre si abbracciano e ridono. Da sinistra a destra ci sono una signora dalle fattezze caucasiche, una signora di origine africana e un signore anch’egli di origine caucasica.
Attualità

Anziani, serve un progetto politico ampio e coordinato

L’invecchiamento della popolazione richiede una seria progettualità politica per dare risposta ai bisogni di natura sanitaria e psicosociale delle persone di età avanzata. Oltre che da malattie croniche e da ridotta autonomia, la condizione dell’anziano è infatti spesso caratterizzata da solitudine, isolamento, esclusione sociale

Le prospettive di vita tendono ad allungarsi sempre di più, aumentano anziani e grandi vecchi. La società deve pertanto attrezzarsi per dare risposte ai bisogni di queste fasce d’età.

Quali sono le criticità che caratterizzano la condizione anziana? Isolamento, solitudine, scarsa significatività sociale, senso di esclusione, ridotta autonomia, malattie croniche. Tale quadro richiede risposte articolate su due linee di intervento: sanitaria e psicosociale.

I bisogni sanitari vanno affrontati con una efficace medicina territoriale, assistenza domiciliare da parte di personale specializzato, residenze di tipo comunitario a diverso livello di protezione in rapporto al grado di autonomia degli ospiti. Individuare soluzioni abitative adeguate è un’esigenza oggi particolarmente sentita, in una società in cui l’anziano si trova spesso a essere privato di quel contesto familiare che in passato gli assicurava accoglienza e accudimento. Questo non significa comunque abbandono: i legami affettivi familiari possono continuare e devono essere sempre incoraggiati

Per quanto riguarda i problemi di natura più squisitamente psicologica e sociale, l’intervento deve puntare su programmi individuali formulati sulla base di potenzialità, risorse e interessi personali, che prevedano la partecipazione a iniziative di carattere culturale e ricreativo, e si prestino a promuovere l’aggregazione di gruppi.

Obiettivo prioritario è infatti quello di favorire le relazioni sociali e il consolidarsi di rapporti stabili e significativi. È opportuno privilegiare i contatti con le realtà cittadine, sfruttando gli spazi aggregativi esistenti, nell’ottica di una partecipazione multigenerazionale, che eviti, per quanto possibile, iniziative specifiche per una stessa fascia d’età, in qualche modo ghettizzanti, in quanto assecondano la tendenza a quella separazione ed esclusione dal contesto sociale di cui gli anziani si sentono vittime.

Il territorio di Milano è particolarmente ricco di servizi e di strutture di vario genere: centri sportivi, cinema, teatri, centri culturali, corsi delle più varie discipline, organizzazioni di volontariato: tutte risorse che possono essere validamente sfruttate. L’obiettivo è quello di realizzare non un sistema rigido, ma una rete di strutture e di servizi all’interno della quale l’anziano possa muoversi seguendo un programma flessibile, trovando risposte adeguate alle sue necessità e all’insorgere di nuovi bisogni, nelle diverse fasi della sua senescenza.

Una simile progettualità richiede il coordinamento tra operatori di formazione psicosociale (psicologi, psicoterapeuti, educatori) e personale sanitario (medici, infermieri) che seguano i singoli programmi e li modulino nel tempo in rapporto al modificarsi delle situazioni.

Psicologo e psicoterapeuta, fondatore e direttore scientifico della Fondazione Lighea Onlus, realtà attiva a Milano nella salute mentale, nella riabilitazione psichiatrica e nei percorsi di inclusione sociale per persone con disagio psichico. Nato a Catania nel 1946, dopo la laurea in Filosofia si specializza in Psicologia presso l’Università degli Studi di Milano, avviando un percorso professionale che lo porterà a sviluppare un modello innovativo di psicoterapia comunitaria. Attivo fin dagli anni Settanta nel campo della psichiatria e dei servizi territoriali, Savuto è tra i protagonisti dei processi di superamento del sistema manicomiale in Italia, contribuendo all’attuazione della legge 180 e alla trasformazione della cura del disturbo mentale in una prospettiva centrata sulla persona. Ha lavorato alla chiusura di strutture psichiatriche e alla creazione di alternative concrete, come comunità terapeutiche, centri diurni e appartamenti protetti per la riabilitazione psichiatrica. A partire dagli anni Ottanta fonda e sviluppa il modello Lighea, un approccio terapeutico integrato che unisce psicoterapia, relazione, vita quotidiana e reinserimento sociale, ponendosi come riferimento nel trattamento dei disturbi psichici complessi. Le comunità terapeutiche Lighea, accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, rappresentano un esempio avanzato di cura territoriale e presa in carico globale del paziente. Accanto all’attività clinica, Savuto promuove da anni una riflessione culturale sul disagio mentale, lavorando per diffondere una nuova cultura della salute mentale e per contrastare stigma e marginalizzazione. È ideatore di progetti editoriali e audiovisivi, tra cui “Amati Matti”, e autore di saggi e pubblicazioni sul rapporto tra affettività, psicoterapia e percorso di cura, come “Padre Quotidiano”, scritto con Gustavo Pietropolli Charmet. È inoltre responsabile scientifico della rivista FuoriTestata, piattaforma di approfondimento su psicologia, adolescenza, relazioni e società, pensata per rendere accessibili i temi della psicoterapia e del benessere psicologico a un pubblico ampio. Con oltre quarant’anni di esperienza nella psicologia clinica e nella riabilitazione psichiatrica, Giampietro Savuto promuove attivamente l’evoluzione di modelli di cura innovativi che integrano la dimensione clinica, sociale e culturale nel trattamento del disagio psichico.

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