«A essere buoni si dorme meglio, ma i cattivi da svegli si divertono di più» (Woody Allen)
Non solo si divertono di più, ma sono spesso più fascinosi e più amati. Non tutti i cattivi, però. Ricorrendo, a titolo esemplificativo, a modelli letterari largamente noti, i cattivi alla Don Rodrigo sono poco attraenti, quelli simili all’Innominato sollecitano la fantasia e muovono le emozioni. È il mistero che li avvolge, il lato oscuro che esprimono a renderli figure oggetto di interesse. Allora il male diviene seducente. Archetipo letterario è il personaggio di Satana nel Paradiso perduto di John Milton, non più l’essere mostruoso degli affreschi medioevali, ma angelo caduto che ha conservato l’antica bellezza, capace di un oscuro potere di seduzione.
Il fascino del bel tenebroso, del bello e dannato percorre la letteratura, l’arte, il cinema. Naturalmente ne esiste anche la versione femminile: strega, mantide, donna fatale, maga…
Attualmente i modelli sono meno nobili, ma incarnano lo stesso ruolo, li troviamo nel mondo della musica rock, punk, rap, metal…
Promettono qualcosa di eccitante, di imprevedibile, di non controllabile, di trasgressivo, e muovono le fantasie e il desiderio.
Può trattarsi di un’immagine sapientemente costruita, che tuttavia permette il brivido di affacciarsi su abissi sconosciuti, comunica la sensazione di sentirsi sfiorati da oscuri pericoli. Anche il fatto che possa essere una costruzione fittizia dimostra l’efficacia del modello. Il male può catturare con la fascinazione dell’avventura, del rischio, dell’ignoto. Non si spiega diversamente il caso estremo delle lettere di ammirazione e di autentica passione inviate a famosi criminali. Il cattivo ci spinge a immaginare che abbia il destino in pugno, che sia libero da qualsiasi condizionamento, padrone di sé stesso, soggetto solo alla propria volontà.
Passando dall’ambito privato a quello pubblico, i malvagi della Storia, per quanto universalmente condannati, continuano a suscitare interesse, a essere oggetto di analisi, di studi, di interpretazioni, a popolare l’immaginario psicotico e ad abitare i nostri incubi.


