Relazioni

Meglio riunirci on line così evitiamo di vederci

Cosa ci toglie e cosa ci regala la tecnologia in termini di tempo e di qualità delle relazioni

Ultima riunione di redazione prima delle vacanze estive. Il clima prefestivo è evidente: qualche defezione, location insolita (al bar sotto la Fondazione Lighea), idee accaldate e confuse. Ci rendiamo conto che restano aperte diverse questioni, su articoli da discutere e decisioni da prendere. Servirebbe un altro incontro: «Certo, vederci a fine luglio è complicato…», «Io parto prima», «Io sono qua ma è come se non ci fossi, devo chiudere una serie di cose prima di andare via», «Io ci sono se volete, non parto, vacanze in città…». Nell’indecisione tra la voglia di andare in vacanza e la necessità di lavorare spunta l’idea: «Vediamoci su una chat di gruppo, facciamo la riunione online». «Perfetto! Ottima idea! Così evitiamo di vederci!!».

Questa frase ci ha fatto sorridere. Abbiamo parlato ancora un po’ delle possibili piattaforme da usare, di chi aveva il pc fuori uso e di chi sarebbe stato in aeroporto. In fondo, quello che stavamo cercando di fare era proprio evitare di vederci. O meglio, vederci ma non vederci. Sentirci senza incontrarci. Per comodità di tutti, per distanza fisica di qualcuno, certo. Ma il risultato a cui puntavamo era ridurre il disagio dello spostamento, eliminare un altro appuntamento che avrebbe affollato l’agenda. Anche per un incontro, come quello della riunione di redazione, che è sempre molto vivace, stimolante e ricco di spunti e riflessioni.

Il punto, infatti, non è nel merito di ciò che si fa. Ma nel fatto che le nostre vite sono spesso molto piene, troppo piene. Il nostro tema ricorrente e quotidiano è la mancanza di tempo, sempre e comunque. Un tempo che ci sfugge e che rincorriamo affannosamente. Un tempo che vale oro e che riempiamo di attività, belle o brutte, impegnative o meno, piacevoli o no, lavorative o di svago. Ma lo riempiamo talmente tanto che, poi, dobbiamo trovare altro tempo per svuotarlo: per cancellare impegni, per selezionarli, per inventare stratagemmi che ci aiutino a risparmiarlo, il tempo. Stratagemmi come la riunione via chat, per esempio.
Infatti, proprio la tecnologia ci viene in aiuto, per “risparmiare tempo”, per poter fare più cose, evitandone delle altre. Per “evitare di vederci”, per esempio, e ottimizzare. Ma come dicevamo qualche tempo fa,

forse questo tempo dovremmo reimparare a perderlo

(link: http://www.fuoritestata.it/tutti-cerchiamo-di-guadagnare-tempo-ma-se-imparassimo-a-perderne/). Ma non è solo il tempo in gioco: nella riunione via chat togliamo qualcosa alla relazione tra di noi, non c’è la nostra presenza, la qualità dell’interazione è per forza di cose impoverita. Come con i messaggini, per esempio. O i messaggi vocali che sostituiscono la telefonata ma che eliminano la possibilità di interagire in maniera sincrona. Andiamo avanti per tagli, riduzioni, deprivazioni. A cosa? Alla qualità, allo spessore, al colore delle nostre relazioni umane. Niente (per fortuna) può fermare il progresso tecnologico, non stiamo parlando di un necessario ritorno al passato. Quello che dovremmo cercare di fare è di essere sempre più consapevoli di quello che la tecnologia può offrire e a quale prezzo. Di volta in volta sta a noi scegliere di pagarlo o meno.

Alla fine la riunione l’abbiamo fatta, tutti insieme, di nuovo al bar. Un po’ perché non tutti sono così ferrati con le tecnologie, un po’ perché in fondo l’idea della riunione online non ci convinceva fino in fondo.
Ed è stato piacevole vederci nel clima estivo, confrontarci di persona, per salutarci e augurarci una bella vacanza. Per fortuna, stavolta, non siamo riusciti a evitare di vederci.

Giornalista professionista e psicologa, nel suo percorso ha integrato il rigore dell'informazione economico-finanziaria con una profonda analisi dei fenomeni sociali e psicologici. La sua formazione riflette questa duplice anima: laureata in Scienze politiche alla Luiss, ha successivamente arricchito il suo percorso con una laurea magistrale in Psicologia, un bagaglio accademico che le permette oggi di osservare l'attualità non solo attraverso i dati, ma anche attraverso le dinamiche profonde che muovono gli individui e la società. Ha lavorato in tv, agenzia di stampa, carta stampata e web. Da oltre 25 anni nel Gruppo Sole 24 Ore, è redattrice esperta per l'agenzia Radiocor ed è coordinatrice di Alley Oop, il blog multifirma dedicato alla diversity. All'interno di questo spazio, si dedica ai temi del contrasto alla violenza sulle donne e alla psicologia. Il suo impegno nel racconto dei diritti e dell'inclusione è stato premiato con il Diversity Media Award nel 2023, un riconoscimento che sottolinea il valore del suo lavoro nel promuovere una cultura del rispetto e della corretta rappresentazione sociale. Ha firmato con Simona Rossitto il volume "Ho detto no", un viaggio corale nelle storie di riscatto dalla violenza sulle donne. Insieme a Rossitto e Livia Zancaner ha inoltre pubblicato "In trappola", un'inchiesta che indaga il fenomeno della violenza sulle donne tra i giovani, con un'attenzione particolare ai linguaggi giovanili. Oggi unisce l'attività giornalistica d'agenzia alla saggistica e alla partecipazione attiva in convegni e dibattiti e tiene corsi di formazione sul contrasto alla violenza di genere e i diritti.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *