Quando l’esperienza arriva già “scritta”, rischia di perdere la sua forza trasformativa: la mediazione del racconto altrui può, da una parte, offrire protezione e orientamento, ma dall’altra ridurre progressivamente lo spazio per sorprendersi e desiderare. Tra protezione e controllo, si gioca la possibilità di lasciare spazio a qualcosa di vivo.


