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  • Un'illustrazione che raffigura un pannello per scritte luminose scorrevoli composto da tante lucine, per la maggior parte spente, di colore grigio scuro; quelle accese sono rosse e formano la scritta «matta».
    Psiche

    Elogio dell’esaurimento nervoso: quando la stanchezza non era una malattia

    22/07/2026 /

    Dalle antiche categorie del “male di vivere” alla moderna frammentazione in infiniti disturbi: come l’eccesso di diagnosi sta trasformando gli inciampi naturali della vita in etichette cliniche, rubandoci la capacità di reagire.

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    Massimo Buratti 0 commenti

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    Zeno ha capito tutto: non si guarisce dalle malattie dell’anima

    19/09/2016
    Una foto che ritrae al centro l’estremità di un dito umano, un indice, teso verso l’alto davanti a uno sfondo arancione. Sulla falange del dito sono disegnati, con tratto molto infantile, un paio di occhi, una bocca sorridente e due gote rosse ai suoi lati. Poco al di sotto di questo viso, dai lati del dito escono due braccia: la sinistra porta la mano al lato sinistro della “testa”, con un gesto che appare un po’ vezzoso; la destra regge davanti al “busto” una rosa di colore rosa. Nell’insieme il dito sembra prepararsi a un incontro galante.

    Se la prendono con la spia della benzina: perché i nostri sintomi ci dicono che stiamo sbagliando strada

    29/07/2026

    Il corpo non mente

    30/11/2022
  • Un’illustrazione che raffigura, con tratti molto stilizzati, un gruppo di persone con cervelli diversi, rappresentati da diverse icone sulle loro teste.
    Psiche

    La vana ricerca del “neurotipico”: se l’etichetta sostituisce l’autoanalisi

    15/07/2026 /

    Dall’incontro con una giovane paziente all’abuso dei termini clinici sui social media: una riflessione sul rischio di usare le definizioni scientifiche come scudi identitari, finendo per banalizzare la complessità e l’unicità di ogni singolo individuo.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Fotografia a colori, in formato paesaggio, che ritrae la facciata illuminata dalla luce mattutina di un edificio giallo su due piani con tante finestre dagli infissi rossi, alcune chiuse, altre no, e una scritta rossa che recita «La libertà è terapeutica» sulla facciata, sotto la fila di finestre più bassa, quella del primo piano. Davanti all’edificio c’è una strada con alcune automobili posteggiate, e ai suoi fianchi delle siepi e qualche albero. Alla destra dell’edificio ce n’è un altro simile al primo. Sullo sfondo c’è un paesaggio montano sotto un cielo azzurro e terso.

    Siamo sicuri che i manicomi siano stati chiusi cent’anni fa?

    05/06/2024

    Governo del cambiamento? Sarà. A me pare governo della paura

    04/07/2018

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    21/12/2021
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